SILICIO CRISTALLINO, IL FUTURO STA NEI COSTI
Il solare fotovoltaico (PV) è oggi la tecnologia energetica in più rapida espansione. La produzione industriale globale nel 2008 ha raggiunto circa 7 GW con un incremento dell’85% sul 2007. Il mercato è dominato da installazioni domestico-residenziali connesse in rete, con un 10% di impianti off-grids in area remote. Occorre distinguere tra tecnologie correnti (silicio cristallino o wafer-based crystalline silicon, c-Si), tecnologie a film sottile (thin-film, di cui alcune in fase di penetrazione commerciale ed altre ancora in fase precommerciale), fotovoltaico a concentrazione (in fase dimostrativa), e tecnologie innovative quali il fotovoltaico organico. Secondo i dati riportati nel Rapporto Energia Ambiente 2008 dell’Enea, oltre l’85% della capacità installata si basa sulla tecnologia del silicio cristallino (c-Si). I costi
di generazione attuali consentono, in regioni idonee, una marginale competitività con tecnologie per la produzione di picco in rete e per la produzione off-grids, non certo con tecnologie per la produzione di base (baseload). I costi di investimento variano tra 4000 e 7000/KW secondo il tipo di installazione, la taglia dell’impianto, le condizioni locali di mercato,
con valori tipici intorno a 5000 /KW (in flessione). Gli analisti indicano un declino rapido dei costi a 2000-4000 /KW entro il 2015. Stime più ottimistiche indicano addirittura riduzioni fino a 1000 /KW entro tale data. Le proiezioni suggeriscono costi di generazione di lungo termine di circa 50 /MWh nelle aree più idonee a condizione di aumentare opportunamente l’efficienza e la durata dei film sottili e sviluppare celle di nuova generazione ad alta efficienza e basso costo. Trattandosi di tecnologia ad alto costo di investimento, la vita media (attualmente 25 anni), l’efficienza, la stabilità e l’affidabilità delle celle fotovoltaiche sono ugualmente importanti ai fini della competitività economica. La riduzione dei costi ottenuta in anni recenti per il silicio cristallino è anche dovuta al risparmio di energia (circa 50%) e materiali
conseguito in processi di produzione che non richiedono più lavorazioni in ambienti classificati, pur mantenendo elevati standard di qualità (efficienze di modulo tra 15% e 19% da confrontarsi con valori tra 12% e 14% per produzioni più commerciali). (9Colonne)

























