PIU’ ENERGIA DALLA DIGA DI CHIEVO
La diga di Chievo produrrà più energia. Sono state installate oggi le cinque turbine ad immersione con una potenza di 1,55 megawatt complessivi. Il potenziamento permetterà di produrre 12 milioni di kilowattora all’anno, equivalenti al consumo di circa 4 mila famiglie. Sempre restando nell’ambito dell’energia rinnovabile (quale è sicuramente l’idroelettrica) servirebbero 15 campi da calcio coperti da pannelli solari fotovoltaici di buona qualità per generare la stessa quantità di energia prodotta dalle nuove turbine. L’installazione valorizza una derivazione artificiale già esistente senza impoverire il corso d’acqua, senza nessuna modifica del regime idrico del fiume oltre a non provocare impatti negativi. "Con questo innovativo sistema", spiega Gian Paolo Sardos Albertini, presidente del Consorzio Camuzzoni, "si sfrutta il deflusso minimo vitale della diga, che è di circa 60 metri cubi al secondo, per produrre ulteriore energia oltre a quella che già si ricava dalla centrale idroelettrica di Tombetta che, lo scorso anno, ha prodotto 59 milioni di kilowattora e che, nei primi quattro mesi del 2009, ha già prodotto 18 milioni di kilowattora". Ma come funziona il progetto? "Sono state inserire nella conca di navigazione della diga", illustra Roberto Redivo, direttore generale del Consorzio Camuzzoni, "cinque turbine ad immersione già accoppiate con un generatore a magnete permanente, affiancate l’una all’altra orizzontalmente, con una potenza di 1,55 Megawatt complessivi". E aggiunge: "Durante i giorni di normale portata, l’acqua non passerà più, come avviene oggi, sotto le paratoie della diga ma verrà convogliata in parte nella conca di navigazione, facendo muovere così le turbine che produrranno energia". L’investimento richiesto ammonta a circa 6 milioni di euro che verranno ammortizzati in cinque anni. La produzione di energia completamente "pulita" e il veloce ritorno economico sono solo alcuni dei numerosi aspetti positivi del progetto. "Grazie a questa opera", continua Redivo, "verrà valorizzata l’attuale attività del Consorzio Camuzzoni senza depauperare il fiume Adige". Con l’occasione sarà inoltre ripristinato il continuum fluviale del fiume senza modificare il suo regime idraulico. Il nuovo sistema è stato studiato per permettere il passaggio dei pesci e favorire il rispristino floro-faunistico del fiume. Assai contenuto anche l’impatto visivo che, ad opera completata, sarà pressochè irrilevante. Totalmente assente invece l’impatto acustico, grazie all’adozione di gruppi che saranno completamente sommersi. (9Colonne)

























