RINNOVABILI: NEL MONDO TREND POSITIVO NONOSTANTE LA CRISI

Nonostante il periodo di crisi economica globale, il mercato delle fonti energetiche rinnovabili continua a registrare un trend positivo. Da quanto emerso dal rapporto Global Trends in Sustainable Energy Investments 2009, pubblicato dall’Unep il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, il 2008 ha registrato un aumento degli investimenti in rinnovabili pari a più 5% rispetto all’anno precedente. Su un ammontare totale pari a 250 miliardi di dollari investiti nel nostro pianeta in energia, equivalenti ad una capacità installata di 157 GW, ben 105 miliardi sono stati destinati alle tecnologie solari, al mini-idroelettrico, all’eolico alla biomassa e alla geotermia e 35 miliardi sono andati a grandi progetti idroelettrici. Dati questi che indicano come al settore delle rinnovabili, su scala planetaria, siano andati più della metà degli investimenti in energia, equivalenti a una potenza installata superiore al 40%. Rilevante in questo senso, il ruolo dei nuovi Paesi emergenti come Africa (più 10%), India (più 12%) e Cina che ha aumentato gli investimenti del 17% diventando il maggior produttore di pannelli fotovoltaici e il mercato mondiale dell’eolico più grande. In calo invece, gli investimenti nei Paesi cosiddetti sviluppati; il Vecchio Continente, pur rappresentando circa un terzo del mercato mondiale, ha visto aumentare gli investimenti in rinnovabili solamente del 2%, mentre il Nord America ha registrato un meno 8%. Tra le varie fonti di energia rinnovabile, il solare è quella che ha visto, in percentuale, destinati più soldi, più 49% equivalente a 35 miliardi di dollari, mentre l’eolico conferma la sua leadership con 51 miliardi. Incerte invece le previsioni per il 2009, i primi tre mesi dell’anno indicano infatti un trend negativo che potrebbe tradursi in una riduzione che oscilla dal 25 al 35%. Segnali di stimolo importanti, potrebbero arrivare dal prossimo accordo internazionale sul clima previsto a Copenaghen il prossimo 30 novembre, "È lì- ha affermato Acim Steiner direttore dell’Unep- che i governi affrontando la politica climatica post Kyoto, dovranno chiudere un accordo sul clima che possa dare il via a investimenti trasformativi nella tecnologia pulita ed efficiente". (9Colonne)

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