RINNOVABILI, GLI ENTI LOCALI POSSONO FARE LA DIFFERENZA

La battaglia contro il riscaldamento globale si combatte soprattutto dal basso e un livello politico in cui spesso si ottengono grandi risultati è quello degli Enti locali. Molte sono le iniziative che un Comune, una Provincia, una Regione, o anche un Ente parco possono mettere in campo per ridurre sprechi ed emissioni di gas serra. Proprio alle “Buone pratiche degli enti locali per la diffusione delle rinnovabili” è stato dedicato, all’interno del Solarexpo, un convegno organizzato da Kyoto Club e AzzeroCO2. "Nel campo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili – ha sottolineato il presidente di AzzeroCO2 Beppe Gamba nell’aprire l’incontro – in Italia c’è un vero proprio ritardo culturale". Le buone pratiche tra gli enti locali italiani non mancano, ma spesso stentano a diffondersi quanto potrebbero per mancanza di comunicazione, di volontà politica o per semplice difficoltà nel muoversi nel sottobosco di bandi e incentivazioni che rendono possibili i progetti. Colmare questo ritardo è la mission della Campagna Enti Efficienti del Kyoto Club, illustrata all’incontro dalla coordinatrice Donatella Roelé Riahi. L’iniziativa, portata avanti per conto del Ministero dell’Ambiente, consiste nell’aiutare gli enti che vi aderiscono a individuare gli interventi possibili e i vari strumenti per attuarli: si forniscono le conoscenze tecnico-legali per partecipare ai vari bandi e accedere ai meccanismi di incentivazione, si predispongono capitolati-tipo per scegliere i fornitori di servizi, si formano i tecnici dei comuni o degli altri enti sulle tecnologie e sulla normativa in materia di rinnovabili ed efficienza energetica. Insomma si fa in modo che le buone pratiche possano diffondersi ed essere replicate. I progetti su efficienza, mobilità sostenibile e rinnovabili che un ente locale può realizzare sono molti. Per dimostrarlo, Alessandro Vezzil, coordinatore del Gruppo di lavoro Enti Locali del Kyoto Club ha raccontato l’esperienza di un piccolo comune del Lazio, Castel Madama: lì gli interventi messi in campo vanno da un progetto di riqualificazione l’illuminazione pubblica, finanziato dalla Regione, alla realizzazione di audit energetici sugli edifici grazie alla partecipazione a un bando del Ministero dell’Ambiente, fino all’installazione, sempre approfittando di vari bandi, di diversi impianti alimentati a fonti rinnovabili, tra cui un impianto solare a inseguimento da 1 MW, finanziato con una sorta di azionariato popolare. Gli strumenti che permettono ai Comuni di aggirare gli stretti vincoli di bilancio – ha spiegato Vezzil – ci sono: le Esco e il sistema bancario offrono possibilità di agire anche all’interno dei severi limiti del Patto di stabilità. (9Colonne)

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