UNA CENTRALE ELETTRICA IN SCATOLA

Più di 300 persone si sono ritrovate la scorsa settimana a San Jose, nel campus di Ebay, in California, per assistere all’attesa presentazione del progetto di una nuova scatola energetica che sta conquistando la Silicon Valley. La start up americana Bloom Energy ha infatti sviluppato un mini sistema di celle a combustibile per la produzione di energia pulita che potrebbe rivoluzionare il mercato energetico. La Bloom Box, grande quanto un mattone ma capace di fornire energia pulita a un’intera abitazione, è un insieme di celle a combustibile ad ossido solido, impilate una sull’altra, che produce elettricità senza emissioni. All’interno della scatola ci sono ossigeno e combustibile ecocompatibile, come gas, biocarburante o energia solare, che si combinano all’interno della cellula producendo una reazione chimica che genera così energia elettrica senza combustione e in grandi quantità, tanto da poter alimentare al 100% un’abitazione (una singola cellula è in grado di produrre circa 25 W). A differenza di altre fonti pulite, come l’energia solare ed eolica, che sono intermittenti e dipendono dalle condizioni atmosferiche, le celle a combustibile hanno il vantaggio di essere in grado di funzionare 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno; la forza del prodotto poi è anche nella semplicità dell’installazione e della reperibilità - funziona con anche con l’energia solare, eolica e qualsiasi tipo di carburante - il che fa prevedere una diffusione anche in quelle zone senza un’efficace rete elettrica che ancora oggi sono costrette a ricorrere a inquinanti generatori a petrolio. Inoltre, uno dei possibili sviluppi futuri del progetto potrebbe essere nel settore automobilistico "ecologico": dal momento che uno dei sottoprodotti della cella a combustibile è l’idrogeno, il dispositivo potrebbe essere utilizzato per ricaricare le auto ibride o elettriche, sostituendosi alle tradizionali stazioni di rifornimento. L’idea, messa a punto dall’indiano K.R. Sridhar, ex ingegnere della Nasa e attualmente amministratore delegato della Bloom Energy, nasce da un dispositivo pensato per lo spazio: il progetto iniziale prevedeva un generatore che rendesse sostenibile la vita su Marte producendo ossigeno. Ma invece poi ne è nata una scatola che punta ad innovare il sistema delle fonti energetiche sostituendo la tradizionale rete di alimentazione, e scommettendo su un mercato, quello delle fuel cells, che secondo studi recenti potrà raggiungere i 1,5 miliardi di dollari entro il 2015 (soprattutto nel campo delle telecomunicazioni wireless). (9Colonne)

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