NICHOLAS STERN E IL SENATO ITALIANO: CHI AVRA’ RAGIONE?
Nicholas Stern è stato ospite, ieri sera, della trasmissione televisiva "Otto e mezzo", condotta da Lilli Gruber su La7. L’economista inglese, ex vicepresidente della Banca Mondiale, nel 2006 ha pubblicato un rapporto di 700 pagine in cui spiega che, se non si farà nulla per arginare l’emissione di gas serra, i danni climatici potranno ridurre di un quinto il prodotto lordo mondiale, producendo più danni delle due guerre mondiali del Novecento. Pochi mesi fa lord Stern è tornato alla carica con un nuovo libro in cui propone di cambiare radicalmente il modo di produrre, di abitare, di muoversi, pena un declino irreversibile di cui pagheranno il prezzo le generazioni future. L’utilizzo delle energie verdi - e in particolare dell’energia solare è considerato ormai indispensabile. Tra Nicholas Strern e il Parlamento italiano c’è un conto aperto. Il 18 marzo scorso il Senato ha approvato una mozione che impegna il governo a non tener conto delle previsioni dell’economista britannico. La maggioranza dei senatori accusa il rapporto Stern di ingiustificato catastrofismo e lamenta il fatto che l’Unione europea se ne sia fatta condizionare quando ha fissato gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica nei singoli Stati membri. La mozione segnala che il livello dell’acqua negli oceani non sta aumentando a ritmo preoccupante, che i ghiacciai basati su terraferma nelle calotte polari non si stanno sciogliendo, che il numero e l’intensità dei cicloni ed uragani tropicali non sta aumentando, che negli ultimi dieci anni la temperatura media al suolo dell’atmosfera terrestre non risulta aumentata. Da qui l’invito ad abbandonare quello che viene definito un costosissimo e probabilmente velleitario sforzo di mitigazione del riscaldamento globale. Nei prossimi giorni a Copenhagen, in occasione della Conferenza mondiale sul cambiamento climatico, vedremo chi tra lord Stern e il Senato italiano risulterà più convicente. (9Colonne)

























