GLI SPAM PRODUCONO TONNELLATE DI CO2
I tanto fastidiosi e per lo più indesiderati messaggi, generalmente commerciali, che ci appaiono su internet e soprattutto durante l’apertura della casella di posta elettronica, sono artefici di uno spreco di oltre 33 miliardi di kilowatt all’ora di energia ogni anno, quasi quanto basta per illuminare 2,4 milioni di abitazioni. Sono maggiormente conosciuti come "spam", ed il loro traffico globale sulle e-mails attualmente si attesta sui 62 trilioni all’anno. Cifre da capogiro che l’Istituto di Ricerca sulle Impronte al Carbonio degli Stati Uniti ha stilato dopo una lunga attività di ricerca, presentata dalla BBC. Ma oltre al dispendio inutile di energia preziosa, i così tanto seccanti spam sono causa di ingenti emissioni di CO2, precisamente 17 milioni di tonnellate di materiale inquinante. La ricerca dimostra perciò che ricevere e cancellare tali messaggi fa consumare l’80% di energia e genera 131 kg di anidride carbonica all’anno. Una beffa anche per chi si sforza di convertire all’energia solare le tecnologie digitali. Gli studiosi informano che l’utilizzo di un filtro anti-spam ridurrebbe del 75% consumi e inquinamento, l’equivalente di eliminare 2,3 milioni di automobili dalla strada. Perchè non portare avanti dunque una campagna anti-spam, assieme alle tante altre a favore dell’ecologia, per ridurre le emissioni di CO2? Con la bandiera a effigie di un "unwanted traffic", per ora sia la Symanthec che al McAfee, due aziende leader nel settore Antivirus, si dichiarano impegnate alla lotta. (9Colonne)

























