A FIRENZE PANNELLI SOLARI CON LE LENTI

Le capacità combinate del sole e del vetro potrebbero essere la nuova frontiera nel campo del fotovoltaico. Si basa su questa tecnologia il "Concentratore solare con specchi adattativi rotanti", inaugurato presso l’Osservatorio astrofisico di Arcetri, sulle colline di Firenze: un nuovo impianto che dovrebbe consentire un utilizzo dell’energia solare economicamente competitivo con quello delle altre fonti non rinnovabili. L’Istituto nazionale di Astrofisica e l’Istituto di Ottica applicata del Cnr, in collaborazione con l’azienda vicentina Ronda Hi-Tech hanno dato vita nel maggio del 2008 al progetto Star ( Solare Termodinamico ad alto rendimento) che sfrutta le tecniche ottiche adattive dei telescopi astronomici di ultima generazione. Il solare termodinamico è oggi la tecnologia più efficiente per lo sfruttamento dell’energia solare, ma ha dei costi per kW circa 2-3 volte superiori a quelli dei combustibili fossili a causa della perdita di efficienza causata dallo spostamento del Sole che provoca un continuo cambio dell’angolo di incidenza dei raggi luminosi e una minore raccolta di energia. Tuttavia, l’impiego di un concentratore solare composto da ottiche adattive ispirate ai telescopi, e a basso costo, permetterebbe di mantenere il fascio di luce concentrato al massimo per tutta la giornata, moltiplicando l’efficienza degli impianti e abbassando i costi. Ed è appunto quanto è stato studiato per l’impianto di Firenze, in cui l’efficienza di raccolta della radiazione solare e la concentrazione ottenibile viene implementata assecondando la posizione del sole anche grazie ad una rotaia. Il prototipo è costituito da una struttura a semicerchio: un binario di 25 metri di diametro dove si muove un carrello su cui è montato un telaio di 8 metri quadrati di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda la luce su un altro specchio collocato al centro del binario. L’energia viene creata sfruttando poi un motore Stirling - un sistema che trasforma energia elettrica in termica.

Tuttavia, per arrivare a una produzione a regime di 200 Kw di elettricità, pari al fabbisogno di circa 60 appartamenti, come è nelle previsioni dei ricercatori del Cnr, gli impianti futuri dovranno avere una grandezza di circa 2500 metri quadrati ed un binario di circa 50 metri di diametro. Il progetto Star, la cui sperimentazione e la raccolta dati continuerà fino alla prossima estate, è stato finanziato con un importo complessivo di 600.000 euro, dei quali 520.000 erogati dalla Regione Toscana che, investendo in un progetto che riduce di tre quarti la superficie occupata dal fotovoltaico, punta a rendere la sua svolta ecologica compatibile con il paesaggio. Un altro concentratore solare è in fase in sperimentazione in Sicilia: con il progetto Archimede l’Enea ha dato vita al primo impianto solare termodinamico integrato a una centrale a gas a ciclo combinato. In questo caso gli specchi vengono utilizzato per concentrare i raggi solari su un tubo concentratore attraversato da un liquido o da un gas, che viene così riscaldato fino a 500 gradi: il vapore generato viene impiegato in apposite turbine con la produzione di energia elettrica; inoltre il sistema di accumulo consente di sfruttare l’energia prodotta anche in condizioni notturne o di assenza di sole. Lo sviluppo del solare a concentrazione sembra avere delle potenzialità sorprendenti per l’Italia che può avvalersi, oltre che di una fonte rinnovabile di energia estremamente favorevole, anche di tecnologie già consolidate come la generazione di elettricità con da centrali termoelettriche o l’utilizzo di reazioni industriali endotermiche. (9Colonne)

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