Archive for Ottobre, 2011

VITA DA LAMPADINA

Imparare già dai banchi di scuola che dalle lampadine a risparmio energetico ormai in disuso si possono "estrarre" vetro, plastica, alluminio e mercurio per riaccendere una luce elettrica più green, ottenuta da lampadine a basso consumo esauste e per di più riciclate. E’ la lezione di ecologia che WWF ed Ecolight, consorzio per la gestione dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), portano nelle scuole elementari con "Vita da lampadina", progetto per il corretto uso e smaltimento delle lampadine a risparmio di energia. L’iniziativa è dedicata agli alunni delle classi elementari per spiegare perché le lampadine a risparmio energetico esauste devono essere riciclate. "A differenza delle vecchie lampadine a incandescenza, ormai non più commercializzate, quelle a risparmio energetico sono considerate rifiuti speciali (sono dei RAEE del raggruppamento R5) a tutti gli effetti e contengono sostanze inquinanti: devono quindi seguire un preciso percorso di raccolta e recupero", spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. Un insegnamento per imparare ad essere sin da piccoli cittadini modello e che Ecolight e WWF diffondono grazie ad una campagna di educazione per sensibilizzare alunni delle classi di quarta e di quinta elementare sul tema delle lampadine esauste. È nato così "Vita da lampadina", il programma didattico attraverso il quale i ragazzi possono "toccare con mano" com’è fatta una lampadina a risparmio energetico, come funziona, perché deve essere raccolta separatamente e come deve essere trattata affinché possa dare vita a vetro, plastica alluminio e fornire mercurio per realizzare altre lampadine.

Tre le fasi dell’iniziativa: si inizia con dei laboratori che saranno proposti direttamente in aula. Qui gli educatori del WWF spiegheranno come sono fatte queste lampadine e cosa è possibile ottenere da esse. Ai ragazzi saranno mostrate le fasi di recupero, le materie prime seconde ottenute dalla lavorazione e gli oggetti che vengono realizzati. Con la seconda fase del progetto, gli alunni saranno invitati a raccontare con immagini quanto appreso: dai disegni e sceneggiature proposte saranno realizzati dei cartoni animati per spiegare ad altri ragazzi la "vita di una lampadina". Da ultimo, la visita ad una delle Oasi WWF come premio per i migliori lavori. (9colonne)

NO DELLA PUGLIA ALL’IMPIANTO EOLICO OFF-SHORE

Ieri mattina la conferenza decisoria convocata dalla Regione Puglia per acquisire i pareri degli enti territoriali in merito al progetto per il mega-impianto eolico off-shore di Manfredonia ha determinato – sulla base dei pareri negativi dei comuni di Zapponeta e Margherita di Savoia, della Provincia Bat, dell’Ente Nazionale Parco del Gargano e dell’Arpa Puglia – il proprio parere negativo sul procedimento interno che fa capo al Ministero dell’Ambiente. La decisione che conferma posizioni già precedentemente espresse dalla Regione, si basa sul forte impatto paesaggistico oltre che sulle ripercussioni ambientali, in merito alle rotte prioritarie degli uccelli migratori in zona di Capitanata, e archeologiche sul sito storico a mare del parco di Siponto. "La condivisione, in sede di conferenza, di questi elementi ha determinato – si legge in una nota - il parere in ragione dell’eccessivo stress ambientale procurato dalla realizzazione del progetto e dalle ripercussioni in termini di attività di pesca e di navigazione con grave pregiudizio economico per il territorio, non compensato dalle ricadute previste dall’impianto". "Ribadisco una volta di più – dichiara l’assessore alla Qualità dell’Ambiente, Lorenzo Nicastro – la contrarietà di questo governo regionale ad opere, anche in termini di energia rinnovabile, che costituiscano una violenza al territorio. La Puglia è una terra di accoglienza e non abbiamo bisogno di mostri marini dinanzi alle nostre coste. Infine, a dimostrazione della bontà del lavoro di verifica tecnica fatta dalla struttura regionale, sono contento che la nostra posizione sia stata supportata da altri pareri negativi degli enti territoriali". (9colonne)

MILANO, TELERISCALDAMENTO PER IL TRIBUNALE

Dal 15 ottobre anche il tribunale di Milano è teleriscaldato. Questo significa che è stato definitivamente dismesso il vecchio impianto a gasolio, che aveva un forte impatto in termini di emissioni in atmosfera e di consumo energetico. La realizzazione dell’intervento è stata resa possibile anche tramite il bando da oltre 3 milioni di euro, con il quale Regione Lombardia ha finanziato la realizzazione di 232 interventi di termoregolazione e contabilizzazione di calore connessi a una rete di teleriscaldamento in tutta la regione.

Tra i diversi Comuni beneficiari, c’è quello di Milano, che, attraverso A2A, ha ricevuto un finanziamento di oltre 160.000 euro per realizzare l’intervento al Palazzo di Giustizia. “Sappiamo ormai che il riscaldamento civile è una delle principali fonti di inquinamento nelle aree urbane - ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi - e stiamo intervenendo in diversi modi per attutirne l’impatto nelle nostre città. La strada del teleriscaldamento è certamente la più innovativa ed efficace, nonostante abbia costi di realizzazione elevati. Abbiamo perciò deciso di promuovere una serie di agevolazioni, come in questo caso, per favorirne la diffusione”. “In particolare, per il Tribunale di Milano l’intervento è significativo - ha continuato l’assessore - perché fino ad oggi era uno dei più grandi edifici alimentati ancora a gasolio e dunque molto impattante in termini di emissioni in atmosfera. Senza considerare che per la sua alimentazione richiedeva almeno 70 viaggi di grandi e ingombranti autocisterne nel centro di Milano, con conseguente disagio per i milanesi, maggiore traffico e inquinamento per almeno 70 giorni nei mesi invernali”. Dall’intervento sugli edifici teleriscaldati, incluso il Palazzo di Giustizia, si stimano riduzioni di polveri sottili del 95 per cento (sul singolo edificio), così come una riduzione di un importante precursore del PM10 come l’ossido di azoto pari al 35 per cento. Verrà poi praticamente azzerata (meno 99 per cento) l’emissione di anidride solforosa, che era prodotta dalla combustione del gasolio e che risulta essere particolarmente inquinante. Anche il consumo di energia viene ridotto in maniera significativa, grazie agli interventi per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore, che, dal 1 agosto 2012, diventeranno progressivamente obbligatori su tutto il territorio regionale. (9colonne)

ENEA PUNTA SULLE AGRO-ENERGIE

Il 25 ottobre si è svolto all’Enea il workshop "De re rustica: Energia, Innovazione e Governance", sulle potenzialità delle filiere dell’agro-energia e dell’efficienza energetica e sul ruolo strategico che l’agricoltura può svolgere per contribuire al mix energetico del Paese. Sono state messe in luce le potenzialità energetiche ed ambientali che la valorizzazione delle nuove tecnologie in agricoltura è in grado di determinare per il sistema Paese, e una particolare attenzione è stata posta alla necessità - ormai improrogabile - di una legislazione che sia funzionale alle specificità dello sviluppo economico sostenibile del settore Agricoltura. Secondo il commissario dell’Enea, Giovanni Lelli, "il pericolo di una deriva energetica dell’impresa agricola richiede l’esigenza di ottimizzare la governance esistente per la migliore valorizzazione del settore, per vigilare su un uso coerente degli incentivi governativi alle rinnovabili, per evitare un’occupazione spesso incontrollata del suolo agricolo e un aumento eccessivo delle produzioni no-food, che minano fortemente lo sviluppo sostenibile del sistema agricolo e rurale del nostro Paese. L’Enea può mettere a disposizione le sue competenze tecnico-scientifiche nei campi dell’energia da biomassa e da fotovoltaico , dell’efficienza energetica e dell’innovazione per sostenere lo sviluppo di una green economy dell’agricoltura". Il Piano d’Azione Nazionale per l’energia rinnovabile 2010 del Governo prevede una percentuale del 45% di tutta l’energia rinnovabile prodotta entro il 2020 in termini di energia elettrica, termica e biocarburanti, proveniente dalle filiere della biomassa del sistema agricolo. L’Enea, che è responsabile del Piano d’Azione Efficienza Energetica, è impegnata da tempo nella definizione di un "Pacchetto Certificati Bianchi" per le filiere dell’efficienza energetica e per le agro-energie. E’ stato stimato un contributo alla politica energetica europea al 2020 per un risparmio di energia da fonti fossili di circa 14 Mtep, e un beneficio ambientale dovuto alla riduzione di circa 40 Milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera. In collaborazione con le associazioni di categoria, Enea ha evidenziato che il sistema agro-alimentare richiede un consumo di energia pari a circa 20 Mtep, di cui 16,3 Mtep dalle imprese agricole e 3,1 Mtep dall’industria alimentare. Il fatturato complessivo del sistema agro-alimentare, con circa 200 miliardi di euro, di cui un terzo provenienti dall’agricoltura e per gli altri due terzi dall’industria alimentare, contribuisce per oltre il 12% al PIL. L’Enea, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, ha individuato una serie di interventi di efficienza energetica e di produzione di energia da rinnovabili nelle filiere agricole finalizzati alla riduzione della spesa energetica e degli impatti ambientali. Questi interventi, basati essenzialmente sull’efficienza energetica e sull’energia da biomasse, consentono di integrare il reddito economico delle aziende agricole, e allo stesso tempo, favoriscono l’occupazione e la nascita di nuove professioni , i cosiddetti "green jobs". Gli interventi individuati per il sistema agricolo riguardano l’ottimizzazione energetica ed ambientale dei sistemi serra e delle produzioni biologiche, la riduzione degli sprechi alimentari, l’applicazione delle coperture vegetali agli edifici e la produzione di energia da biomassa. Il titolo del convegno ha preso spunto dal trattato De re rustica di Lucio Giunio Moderato Columella, scritto nel I secolo d.C. , costituito da dodici libri, che rappresenta il primo trattato delle pratiche agricole in uso nelle aree dell’Impero Romano. (9colonne)

ENERGIA VERDE E DOMOTICA IN VETRINA A VERONA

Torna oggi e domani a Verona "Home and Building", mostra convegno internazionale della Domotica e Building Technologies, organizzato da Eiom. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, è un’autorevole vetrina internazionale sulle novità tecnologiche del mercato, un appuntamento per tutti gli operatori qualificati (progettisti, integratori di sistema, impiantisti, distributori, imprese edili) per fare il punto sulle tendenze del settore, aggiornarsi, entrare in contatto con le eccellenze e generare business. Con una quota di mercato pari all’11%, l’Italia occupa il terzo mercato europeo dei sistemi di domotica, dopo Gran Bretagna e Germania. Il mercato italiano della domotica, a dispetto della difficile situazione economica globale, segna una crescita annua del 35%, il trend negli ultimi anni ha visto il numero degli impianti installati passare da 13.900 nel 2006 a 35.500 del 2009, per un valore totale di 146,1 milioni di euro. Tra i fattori che hanno influenzato la crescita sicuramente troviamo la diffusione della cultura della domotica, oltre al continuo sviluppo della ricerca e delle tecnologie che rendono più accessibile e semplice l’approccio ai sistemi, non solo da parte degli installatori ma anche dagli utenti finali. Oltre alla sicurezza, il comfort e il risparmio energetico, l’automazione domestica ha portato una profonda innovazione nel miglioramento della qualità della vita di anziani e persone affette da disabilità garantendo una maggiore autonomia e indipendenza. Le indubbie potenzialità del settore e la sua continua evoluzione, sia per gli aspetti normativi che per gli aspetti tecnologici, richiedono un costante aggiornamento professionale da parte degli operatori. Per questo, come prevede la formula Home and Building, anche questa edizione, è caratterizzata da un fitto calendario di convegni, corsi di aggiornamento, workshop tecnici, seminari, incontri organizzati, studiati con il supporto e la collaborazione dei centri di eccellenza e delle più importanti Associazioni del settore. Tra gli eventi in calendario segnaliamo l’interessante convegno curato da Valerio Aisa (consulente scientifico Indesit Company) relativo al progetto "Energy @Home", in cui saranno esposti tutti gli aggiornamenti e i risultati legati al profilo applicativo per il protocollo ZigBee dedicato alla gestione energetica della casa. Il Consorzio Konnex Italia sarà presente con una sessione in cui saranno esposte le migliori soluzioni in grado di migliorare l’efficienza e il risparmio energetico connesse ai sistemi domotici. Attenzione particolare sarà riservata al nuovo software di configurazione ETS4, con un focus sulla legislazione europea, nazionale e regionale in tema di energia. All’interno del seminario si entrerà nel merito approfondendo, secondo la norma europea, le classi di automazione e le sue principali funzioni nonché i benefici energetici introdotti in ambito residenziale e nel terziario, fino all’esame delle soluzioni legate alle applicazioni in ambito fotovoltaico, solare termico, solar-cooling e geotermia. (9colonne)

IL GRUPPO PUFIN INVESTE IN FRANCIA

Il gruppo campano Pufin ha inaugurato la divisione energy di Elifrance, la controllata francese a Saint-Etienne Elifrance produrrà pannelli fotovoltaici in silicio poli-cristallino. Il processo di produzione è completamente automatizzato, con un controllo del 100% dell’energia prodotta dai pannelli e la tracciabilità del prodotto che permette di offrire una garanzia di ben 25 anni. Si basa sulle competenze e il know-how della società nella produzione di schede e prodotti elettronici assicurando il mantenimento dei posti di lavoro nell’area economica di Saint-Etienne. Il Gruppo Pufin, ha attuato con successo una riconversione industriale ad Avellino attraverso la controllata El.Ital., con l’installazione di due linee di produzione di pannelli fotovoltaici ad alta efficienza per una produzione di circa 50MW. Allo stesso modo, a Saint Etienne Elifrance ha installato, in tempi record, una linea di produzione di pannelli fotovoltaici di circa 30MW. Complessivamente, per il Gruppo, la produzione totale è di 80MW prodotti in un anno con l’obiettivo di un’ulteriore crescita pari a 100MW annui di produzione. In Francia, infatti, lo sviluppo è in pieno divenire. Il lancio e la produzione di pannelli fotovoltaici ha come obiettivo il raggiungimento di una quota compresa tra il 3% e il 6% di un mercato francese in forte crescita, con una produzione annuale che permetterà di raggiungere oltre 20 MW di moduli fotovoltaici. L’investimento per Elifrance è stato nell’ordine di 5 milioni di euro. Saint-Etienne Métropole, in quanto proprietario del sito nella zona di Molina la Chazotte, ha contribuito ugualmente al finanziamento dell’espansione del sito attuale. Ricordiamo che il settore dell’energia fotovoltaica rappresenta oggi oltre 4.500 posti di lavoro diretti in Francia, di cui 1.900 creati nel solo 2010. Con una previsione del mercato annuale di circa 5,4 Gigawatts da qui al 2020, ci saranno quasi 70.000 posti di lavoro creati in otto anni. (9colonne)

FINTEL FINANZIA IMPIANTO EOLICO DA 9 MW IN SERBIA

Fintel Energia Group, attraverso la controllata serba MK-Fintel Wind ha sottoscritto un termsheet non vincolante proposto da Green for Growth Fund, Southeast Europe e Banca Intesa a.d. Beograd per un finanziamento sindacato pari a 10,6 milioni di euro relativo all’impianto eolico da 9 MW in Serbia denominato "Kula". L’ammontare complessivo dell’investimento necessario per realizzare l’impianto è pari a circa 13,2 milioni. Il parco eollico di Kula aveva ottenuto l’energy permit dal Ministero dell’Industria Mineraria serbo il 15 marzo 2011 e il parere positivo all’interconnessione da parte della società di distribuzione elettrica locale. Il term-sheet non è vincolante, ma è soggetto ad una serie di condizioni tra le quali l’approvazione degli organi deliberanti delle banche, l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni (tra cui il construction permit) e l’esito positivo della legal due diligence. Sempre in Serbia, dove il Gruppo dispone di una serie di step autorizzativi relativi ai parchi eolici denominati "Kosawa" da 117 MW, il 22 giugno 2011 era stato ottenuto un term-sheet non vincolante relativo al progetto denominato "La Piccolina" da 6 MW (che è uno stralcio del parco eolico Kosava) per il quale sono stati ottenuti di primi due step del processo autorizzativo (energy permit e location permit). Infine il 31 agosto 2010, Fintel Energia aveva acquisito dal gruppo svedese Cleps un progetto denominato "RAM" relativo ad un parco eolico per una potenza complessiva massima di 138 MW, da realizzare nell’est della Serbia nei pressi della centrale idroelettrica di Djerdap. (9colonne)

"BASTA CAMBIAMENTI NORMATIVI SUL FOTOVOLTAICO"

Le principali associazioni di categoria delle rinnovabili - Assosolare, APER e GIFI – "vedono con stupore l’inserimento, nella bozza di Decreto Sviluppo, di una perequazione degli incentivi per il solare fotovoltaico". A meno di cinque mesi dalla già tormentata approvazione ed entrata in vigore del IV Conto Energia, e dopo aver assistito al repentino cambiamento delle normative con il passaggio dal Terzo al Quarto sistema incentivante e le restrizioni imposte dal decreto Rinnovabili, "non è accettabile – si legge in una nota - vedere messa ancora una volta in discussione la regolamentazione di un settore come il fotovoltaico, che occupa ormai un posto importante nel comparto energetico e nell’economia italiana". "In un momento quanto mai delicato per la credibilità e stabilità del sistema Paese, minate dai continui downgrading delle agenzie di rating internazionali, è inaccettabile che imprese e lavoratori debbano subire l’ennesimo cambio di regole in corso d’opera, considerato anche l’alto numero di investimenti nel settore e quindi il conseguente rischio di una riduzione del personale quando non una chiusura delle aziende, cosa peraltro già accaduta". Le associazioni chiedono ancora una volta e congiuntamente "quella stabilità normativa e certezza di diritto in merito alla regolamentazione del settore auspicata da anni senza riscontri, senza scorciatoie come il paventato condono e sollecitano per l’ennesima volta una maggiore concertazione tra Governo e industria, ribadendo la totale apertura ad aprire un tavolo di dialogo costruttivo con tutti gli attori coinvolti nel complesso dibattito sull’elaborazione di un piano energetico nazionale di lungo periodo. A questo scopo, diamo la nostra piena disponibilità a presenziare ai tavoli tecnici istituiti dal Ministero dello Sviluppo Economico in un confronto propositivo con produttori di energia tradizionale, gestore di rete e tavolo della domanda, per trovare soluzioni efficienti per tutti, affinché si arrivi a una seria strategia di sviluppo industriale per le rinnovabili e il comparto energetico italiano". (9colonne)

CONERGY ITALIA GARANTISCE IL RICICLO GRATUITO

Conergy, unico fornitore mondiale di soluzioni per impianti solari con produzione integrata di tutti i componenti, da oggi offre ai suoi clienti un servizio ancora più completo. L’azienda vicentina fornisce una soluzione affidabile e conveniente per lo smaltimento dei moduli, oltre che per il riciclaggio delle preziose materie prime in essi contenute. Con un minimo di 40 unità, Conergy garantisce il riciclo gratuito dei moduli a fine vita, includendo il servizio nel contratto stipulato. Coloro che possono usufruire del servizio PV Cycle sono le aziende di istallazione elettrica, i dettaglianti ed i grossisti, gli utenti finali, i produttori, le società di demolizione e, naturalmente, le famiglie che possiedono un impianto solare. Ma ecco come funziona il programma di riciclo. A fine vita di un impianto che impieghi non meno di 40 moduli, l’utente si rivolge direttamente ad uno dei centri di smaltimento convenzionati che l’Associazione PV Cycle sta allestendo sul territorio italiano. Il recupero dei moduli - sia in silicio cristallino che a film sottile – avviene gratuitamente attraverso diversi punti di consegna permanenti presso rivenditori e installatori, tramite container temporanei situati presso siti di costruzione, rinnovamento e demolizione di impianti, oppure mediante una raccolta diretta da parte dell’associazione, che si occuperà del ritiro dei moduli che si trovano a una distanza superiore a 50 km dal punto di raccolta più vicino. I moduli vengono destinati a impianti specifici per il recupero, smistati in base al numero di prodotto e al produttore, pesati e infine scomposti nei loro principali componenti. Le materie prime, come il vetro, il silicio o l’alluminio, sono riciclate e utilizzate successivamente per la produzione di nuovi moduli fotovoltaici. Ad oggi in Italia sono presenti complessivamente 51 punti di raccolta registrati e 15 certificati. Collegandosi al sito www.pvcycle.org è possibile individuare il sito di raccolta più vicino. PV CYCLE è un’associazione senza scopo di lucro nata nel 2007 e composta da 107 membri e 16 associati, con l’obiettivo di avviare un programma volontario di raccolta e riciclo dei moduli da parte dell’industria fotovoltaica. Attraverso il ritiro dei vecchi moduli ed il riciclaggio delle materie prime, l’industria solare ha mantenuto la sua promessa di garantire completa sostenibilità. (9colonne)

UMBRIA, UN PIANO PER LE RINNOVABILI

"Verso la strategia regionale per l’energia: la sfida delle fonti rinnovabili in Umbria", è il titolo dell’incontro organizzato dalla Regione Umbria per venerdì 21 ottobre, a partire dalle ore 10.30, al Park Hotel di Ponte San Giovanni a Perugia. L’incontro, di aggiornamento ed approfondimento delle disposizioni nazionali e regionali per le fonti rinnovabili, avvia il percorso che la Regione Umbria intende seguire per elaborare la strategia regionale per l’energia 2020, attivando la partecipazione e il confronto con esperti, operatori, istituzioni, enti e imprese per affrontare e approfondire la sostenibilità della produzione di energia con la tutela del territorio e dell’ambiente. "La Strategia europea 20-20-20 - spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti - definisce la direttrice energetica europea, di produzione e riduzione di consumi, al quale tutti gli Stati sono chiamati a contribuire. Infatti, alla percentuale del 17 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili assegnata all’Italia devono, concorrere tutte le Regioni. Con la Strategia regionale 2011-2013, l’Umbria si è data i primi obiettivi di incremento di energia da fonti rinnovabili ed ha, quindi, cominciato ad affrontare, se pure parzialmente, l’urgente questione energetica. Per raggiungere, infatti, l’obiettivo che presto sarà assegnato alle Regioni sarà anche necessario diminuire i consumi finali lordi di energia attraverso misure di incremento dell’efficienza energetica in tutti i settori, civile, industriale, terziario". Il programma della giornata di venerdì prevede due sessioni, la prima si svolgerà in mattinata e la seconda nel pomeriggio. (9colonne)