31 Mar, 2011
Il presidente americano Barak Obama, sotto pressione per l’incremento dei prezzi del gas, ha annunciato una serie di iniziative volte a ridurre la dipendenza americana dalle importazioni di greggio. Al vaglio nuovi piani per incrementare la produzione di petrolio, di etanolo e di gas naturale per i veicoli. L’ennesimo tentativo del presidente di modificare la politica energetica giunge in seguito alle critiche da parte della componente repubblicana del Congresso, che chiede a gran voce un aumento delle concessioni off-shore e dei permessi di trivellazione. “Non ci sono soluzioni rapide. E noi continueremo a essere vittima dei cambiamenti nel mercato del petrolio fin quando non avremo una politica a lungo termine per un sicuro futuro energetico a prezzi accessibili”, ha detto Obama durante un discorso tenuto presso la Georgetown University. Il presidente ha presentato un piano globale il cui principale obiettivo è la riduzione delle importazioni di petrolio di almeno un terzo entro il 2025 mentre i consumatori lamentano i continui incrementi nei prezzi della benzina che in alcune zone del paese come la California ha raggiunto livelli record. Obama si è impegnato a supportare la costruzione, entro i prossimi due anni, di quattro nuove raffinerie per la produzione di etanolo. Non è ancora chiaro quali saranno gli incentivi. Ciò che è certo è che l’amministrazione Obama ha proposto importanti sgravi fiscali per incoraggiare l’acquisto di veicoli elettrici. Nonostante i target prevedano che l’80% dell’energia elettrica venga generata da fonti di energia pulita entro il 2035, Obama ha riaffermato il suo impegno a favore del nucleare sottolinenando il fatto che quest’ultimo non produce emissioni di carbonio nell’atmosfera. (9Colonne)
30 Mar, 2011
Assosolare, l’associazione italiana del comparto solare fotovoltaico, ha inviato a Confindustria e ai ministri Romani e Prestigiacomo un testo di proposta su alcuni punti rimasti aperti e irrisolti dall’ultimo tavolo tecnico di Confindustria a cui anche Assosolare ha partecipato, vista l’imminente definizione del Quarto Conto Energia e alla luce del dibattito delle scorse settimane e alla mobilitazione dell’opinione pubblica a favore delle fonti di energia rinnovabile. Posizione confermata dalle Commissioni Parlamentari e anche dal mondo bancario che ha espresso in più occasioni la propria preoccupazione per il blocco del settore. Per contribuire a uno sviluppo armonico del settore che tuteli le imprese e i posti di lavoro e allo stesso tempo controllare i costi degli incentivi, Assosolare ha definito alcuni punti guida: 1) Consentire un passaggio graduale tra sistema attuale e nuovo sistema, tutelando almeno il 2011 per salvaguardare gli investimenti ed evitare effetti retroattivi. 2) Definire il IV Conto Energia in modo da traghettare la crescita fino alla grid parity, con una riduzione graduale e progressiva degli incentivi, fino ad esaurimento previsto al 2016. Garantire quindi la stabilità del sistema incentivante, senza cambiamenti in corsa. 3) Considerare particolari forme di tutela per la filiera industriale italiana emergente. 4) Operare un controllo dei costi prevedendo un tetto di spesa di circa 6.9 miliardi di euro per un massimo di 20 /MWh (nello scenario più costoso). Il tetto proposto di 6 miliardi /anno al 2016 è ancora troppo basso. 5) No a tetti annuali che pregiudicherebbero la bancabilità degli investimenti, ma obiettivi annui indicativi di 3 GW fino al 2016, prevedendo riduzioni anticipate della tariffa in funzione della potenza installata, sempre nell’ottica del contenimento della spesa. 6) Ancorare la riduzione delle nuove tariffe al criterio della "fine lavori certificata" e non più all’entrata in esercizio degli impianti, ma con degli accorgimenti che scongiurino il ripetersi del "fenomeno Alcoa" . "Chiediamo al Governo di adoperarsi per accompagnare la graduale riduzione degli incentivi con una radicale diminuzione dei tempi degli iter autorizzativi, che ad oggi si traducono in aumenti significativi dei costi degli impianti (anche fino al 17%) e della connessione alla rete (fino al 10% del valore dell’impianto)" dichiara Gianni Chianetta, presidente di Assosolare. "Auspichiamo inoltre che sia incentivata la crescita e lo sviluppo della filiera industriale italiana mediante, ad esempio, forme di defiscalizzazione. E che venga costituito un tavolo di monitoraggio permanente con l’industria del settore fotovoltaico". (9Colonne)
29 Mar, 2011
Nuovi contenuti e logiche di navigazione più immediate per www.aper.it, on line da oggi. L’ Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili continua così a confermarsi il punto di riferimento per il settore, fornendo ricchi approfondimenti e nuovi servizi di immediata consultazione. Rinnovato dunque nella grafica ma non solo: tra le novità spicca la sezione MyAper, attraverso la quale gli associati potranno accedere velocemente ai contenuti a loro riservati, aggiornare il loro profilo, iscriversi direttamente alla sezione Pagine Verdi ed infine avere una via di comunicazione privilegiata con l’Associazione. E proprio l’interattività è la vera rivoluzione del nuovo portale che consentirà l’iscrizione online ai corsi organizzati dal Centro Formazione, la possibilità di partecipare ai sondaggi proposti dall’Associazione, così come la possibilità per la stampa di entrare a far parte del network di contatti di Aper attraverso l’iscrizione automatica alla mailing list. Grande spazio è inoltre riservato alle immagini, a partire dall’animazione in home page fino alla galleria fotografica, strumento ideale per comunicare l’incedere del progresso tecnologico che sa sposare in maniera armonica e rispettosa la natura. Per completare il percorso verso la diffusione di una corretta cultura delle rinnovabili, segnaliamo tra gli aggiornamenti più evidenti la sezione FAQ che, facendo tesoro dell’esperienza più che ventennale dell’Associazione, raccoglie e mette a disposizione di tutti gli utenti le risposte ai quesiti più ricorrenti, divisi per argomento. Fondata nel 1987, Aper riunisce e rappresenta i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili per tutelarne i diritti e promuoverne gli interessi a livello nazionale ed internazionale. E’ la prima associazione italiana in quanto a rappresentatività e una delle maggiori a livello europeo per numero di associati e potenza installata. Attualmente conta oltre 480 iscritti, più di 1.150 impianti per un totale di oltre di 8.000 MW di potenza elettrica installata che utilizza il soffio del vento, la forza dell’acqua, i raggi del sole e la vitalità della natura per produrre circa 25 miliardi di kWh all’anno a cui corrisponde una riduzione di emissioni di Co2 di oltre 18 milioni di tonnellate annue. (9Colonne)
28 Mar, 2011
Il governo australiano ha annunciato la riduzione immediata dell’imposta per l’esplorazione delle fonti di energia geotermica. Il provvedimento è parte dell’importante riforma messa in cantiere dal ministero dell’Energia. La normativa in vigore prevedeva una detrazione fiscale per le spese sostenute durante l’esplorazione di miniere di minerali, cave o giacimenti di petrolio. L’aggiornamento della normativa fiscale prevede ora che l’esplorazione geotermica riceva lo stesso trattamento delle fonti tradizionali di energia da idrocarburi. “La modifica della legge fiscale è una vittoria per l’industria geotermica in Australia, consentirà di eliminare gli ostacoli agli investimenti e di migliorare l’economia di esplorazione geotermica”, ha detto il ministro Martin Ferguson. "Se solo estraessimo l’1% dell’energia presente nel sottosuolo otterremmo una quantità pari a 26 mila volte il nostro fabbisogno totale annuo". Attraverso la Clean Energy Initiative e a ingenti stanziamenti (720 milioni di dollari l’ultima tranche), il governo australiano fornisce un adeguato supporto allo sviluppo delle rinnovabili. Secondo Ferguson, la deduzione fiscale darà un ulteriore impulso allo sviluppo dell’energia geotermica, la più promettente tra le rinnovabili. Tra l’altro proprio in Australia, a Cooper Basin, è in costruzione il pozzo EGS più caldo del globo. La compagnia Australian Geodynamics è riuscita a raggiungere una profondità di 4900 metri dove è stata registrata una temperatura di 278 gradi centigradi. (9Colonne)
25 Mar, 2011
Il piano d’incentivazione delle fonti rinnovabili proposto dall’Authority nazionale del Sud Africa potrebbe subire drastiche riduzioni. Seguendo l’esempio di molti paesi europei anche il governo di Pretoria, alle prese con gli effetti della crisi globale, ha deciso di mettere mano al feed-in-tariff proposto dal regolatore nel marzo 2009. In risposta alla crescente domanda energetica, allora era stato introdotto un sistema ingente di sussidi alle rinnovabili che avrebbe dovuto attrarre investimenti su larga scala. La National Energy Regulator of South Africa (Nersa), ora ha ridotto l’importo destinato alle energie rinnovabili almeno fino al 2013. La nuova proposta di feed-in-tariff prevede una riduzione degli incentivi all’eolico pari a 0,95 rand per KWh (circa 0,10 centesimi di euro). Per l’idroelettrico la riduzione sarà di 0,68 rand mentre il solare sarà il settore più colpito con un taglio di circa 1,96 rand per KWh per l’energia non stoccata e di circa 2,33 rand per il fotovoltaico. L’alto tasso di inflazione e il debito nazionale giustificano gli ingenti tagli. Immediate le critiche e le proteste dalle associazioni di categoria, come la South African Wind Energy Association, per la probabile perdita di investimenti esteri. "Le sovvenzioni all’energia rinnovabile approvate nel 2009 hanno riguardato parametri finanziari ed economici, utilizzati per la determinazione tariffaria, che oggi sono cambiati" ha spiegato il Nersa annunciando l’intenzione di tenere un‘udienza pubblica il 5 maggio, prima di approvare definitivamente il documento. (9Colonne)
24 Mar, 2011
Nonostante il bombardamento mediatico degli ultimi anni, le auto elettriche o alimentate con combustibili alternativi guidate in Italia da privati sono solo il 4%. Esattamente la stessa percentuale di due anni fa. È questo il dato più eclatante dell’analisi condotta da Assicurazione.it, il principale broker online italiano, che ha analizzato oltre un milione e mezzo di richieste di preventivi giunte al sito negli ultimi tre mesi. È risaputo che circa il 40% dell’inquinamento urbano è causato dal trasporto privato e l’interesse dichiarato dai consumatori verso le auto ecosostenibili è molto alto. Per questo motivo tantissime case automobilistiche si stanno impegnando nella realizzazione di modelli amici dell’ambiente che, però, non riescono a trovare un vero spazio nel mercato. A frenare la diffusione delle auto ecosostenibili sono soprattutto i costi di acquisto. Per poter guidare un’auto amica dell’ambiente (specie se elettrica) si devono spendere in media più di 35.000 euro; meno per le auto ibride per le quali si riesce ad avere una buona resa anche con una spesa di poco superiore ai 20.000 euro, una cifra comunque considerevole. A differenza di quanto accade in altri Paesi europei (dalla Danimarca alla Spagna, dalla Gran Bretagna alla Francia), in Italia i contributi per l’acquisto di queste vetture tardano ad arrivare e molte auto ecologiche restano invendute. Unica eccezione il trasporto "istituzionale"; ad oggi sono soprattutto Enti pubblici o aziende ad acquistare le auto amiche dell’ambiente. Guardando ai dati dell’indagine di Assicurazione.it, la regione Italiana con il maggior numero di auto ecologiche guidate da privati è l’Emilia Romagna (7,35%), e forse anche per questo il comune di Parma ha reso noto di avere al vaglio un progetto di contributo straordinario (6.000 ) per chi intende acquistare auto elettriche. Alle spalle dell’Emilia Romagna si trovano le Marche (6,69%) e il Piemonte (5,24%) che negli ultimi anni ha avviato anche importanti progetti di car e bike sharing. Fra i vincoli che ancora frenano la diffusione di questo tipo di auto c’è anche la scarsissima capillarità della rete di rifornimento. Nonostante alcuni progetti sperimentali in atto in alcune città italiane (Milano, Roma, Brescia, Pisa) poter ricaricare o rifornire veicoli alimentati con energia alternativa non è semplice e anche per questo, forse, si spiegano gli ultimi posti di Calabria e Sardegna nella classifica delle regioni italiane con un parco auto "verde". Se le case automobilistiche non sembrano essere intenzionate ad investire sull’Italia per i loro modelli "ecologici", anche le compagnie assicurative sembrano essere in attesa di sviluppi sostanziali del mercato. Ad oggi solo alcune compagnie dirette premiano le auto meno inquinanti con tariffe più vantaggiose rispetto allo stesso modello con alimentazione diesel o benzina, mentre quasi tutte le altre riservano alle auto ecologiche tariffe più basse rispetto ai modelli diesel, ma spesso identiche (se non più care) di quelle a benzina. È possibile che i nuovi rincari dei carburanti spingano tanti italiani a riconsiderare se non l’acquisto di auto elettriche, quantomeno quello di veicoli ibridi o alimentati con gas metano o GPL. (9Colonne)
23 Mar, 2011
Sarà un anno all’insegna del risparmio energetico: è questo il primo commento al dato secondo il quale, nel 2011, la richiesta di prodotti idrotermosanitari che impiegano energie alternative o che consentono di abbassare i consumi salirà del 43%. A spingere la domanda degli italiani, più dell’attenzione verso l’ambiente e il risparmio energetico (28%), è l’interesse per i minori costi in bolletta connessi all’utilizzo di queste tecnologie (70%). Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine commissionata da Termoidraulica Clima Ecoenergie, la Fiera dell’impiantistica termoidraulica organizzata da Senaf che si svolgerà dal 30 marzo al 2 aprile presso i padiglioni alla Fiera di Padova, su un campione nazionale di installatori idrotermosanitari. Con le sue 7 aree tematiche identificate con la "categoria merceologica" - Area Caldo, Area Freddo, Area Ecoenergie, Area Acqua, Area Bagno (rubinetteria; sanitari; termo arredi), Area Informatica e Servizi e Area Tecnica -, ritorna così uno degli appuntamenti più attesi dagli operatori, che anche quest’anno si potranno confrontare con le principali novità presenti sul mercato. La ricerca evidenzia inoltre lo stato di endemica irregolarità degli italiani rispetto alle norme relative agli impianti: chiamati per gli interventi di riparazione degli impianti solo un terzo degli installatori (32%) riscontra nella maggior parte dei casi (tra l’81% ed il 100%) degli impianti a norma. Sempre secondo la ricerca emerge come, nel corso del 2010, 1 impiantista su 2 (52%) abbia installato tecnologie (per il riscaldamento e per la climatizzazione) ad alta efficienza che impiegano ecoenergie e, per il 12% degli stessi, questa particolare tipologia di intervento ha rappresentato una quota compresa tra il 21% e il 40% del totale effettuato nell’anno; i dispositivi più spesso richiesti sono quelli legati all’energia solare termica (76%), seguiti dalle caldaie a condensazione (67%) e dalle pompe di calore (55%). Inoltre, a fronte di un buon potenziale di crescita, secondo l’indagine, a ostacolare l’ulteriore diffusione di queste tecnologie è il fattore prezzo, con il 73% degli installatori che indica questo aspetto come la prima obiezione posta dai clienti. Per il 29% dei tecnici intervistati, invece, il problema è la scarsa informazione. Ma qual è stata, sempre nel 2010, l’incidenza sul fatturato totale derivante dall’installazione di prodotti idrotermosanitari e di climatizzazione che utilizzano energie alternative o a risparmio energetico? La quota varia sensibilmente: solo per il 26% del campione che ha installato questo tipo di soluzioni essa non supera il 10% mentre per il 25% ha un’incidenza di oltre il 50% del fatturato. (9Colonne)
22 Mar, 2011
La visita ufficiale del presidente Obama in Brasile si è aperta con un lungo elogio dell’ energia rinnovabile. Non sono mancati i complimenti rivolti ai successi brasiliani nell’industria per la produzione di etanolo da canna da zucchero e alla cooperazione fra i due paesi in questo settore. Già nel 2007 Brasile e Stati Uniti, infatti, siglarono un memorandum d’intesa per la produzione di biocarburanti nonché una partnership specifica per l’impiego di quest’ultimi nel settore dell’aviazione. Diverse compagnie hanno impiegato i loro sforzi in questa direzione. Il successo più grande è da attribuirsi al partenariato a tre costituitosi fra la società brasiliana Embraer Regional Jet, la società General Electric e la californiana Amyris. Le tre società prevedono per il 2012 di portare a compimento il progetto con il primo volo alimentato da carburante prodotto da canna da zucchero. Per il debutto verrà utilizzato un aeromobile Embraer equipaggiato con motori GE e di proprietà della compagnia aerea brasiliana Azul. Segni incoraggianti, quindi, per la cooperazione fra i due paesi rimarcata dall’annuncio di una partnership fra USA e Brasile. “L’unica soluzione a lungo termine alla dipendenza del mondo dai carburanti fossili è l’impiego di energia pulita, ed è per questo che gli Stati Uniti e Brasile sono pronti ad approfondire la cooperazione in materia di biocarburanti lanciando la USA-Brasil Green Economy Partnership. Sappiamo che lo sviluppo di energia pulita è uno dei migliori modi per creare nuovi posti di lavoro e industrie in entrambe le nostre nazioni “, ha dichiarato Obama. Un ulteriore importante annuncio è stato l’avvio di un dialogo energetico strategico con i produttori brasiliani di biocarburante che riguarderà, però, anche l’accesso alle enormi riserve petrolifere del Brasile. (9Colonne)
21 Mar, 2011
Dopo Germania, Spagna, Francia (e probabilmente anche Italia a seguito del Decreto legislativo che attua la direttiva 2009/28/CE sulle energie rinnovabili) tocca ora al Regno Unito mettere in cantiere ingenti tagli al settore fotovoltaico. Lo ha annunciato il ministro per i cambiamenti climatici Greg Baker. Il settore delle rinnovabili ha nervosamente atteso il risultato del riesame del Feed-in-Tariff (regime di incentivi al FV e ad altri impianti alimentati da rinnovabili per potenza superio ai 50 KW) avvenuto nel febbraio scorso. In seguito al lancio di progetti che superano ampiamente la soglia minima prevista raggiungendo i 169 MW, Londra teme che gli incentivi del FIT possano essere dirottati tutti nel fotovoltaico a discapito delle altre tecnologie rinnovabili come eolico, idroelettrico e biomasse. La proposta di tagli è volta, secondo quanto dichiarato da Baker, a riequilibrare il sistema e a evitare che il settore del solare catalizzi tutti gli investimenti. Il regime FIT non è stato progettato per essere un generatore di profitti per le grandi imprese e per i finanziatori, ha aggiunto il ministro. La proposta avanzata, e sottoposta a consultazione pubblica fino al 6 maggio, prevede la riduzione di circa il 40% degli incentivi per gli impianti tra 50 e 100 KW e fino al 75% per quelli tra 250 KW e 5 MW. Secondo quanto dichiarato dal governo, i tagli sono in linea con le modifiche apportate in sistemi analoghi in Europa. Francia, Germania e Spagna hanno, infatti, drasticamente ridotto gli incentivi al fotovoltaico negli ultimi anni. Il nuovo sistema FIT non sarà retroattivo ma valido solo per i nuovi impianti. Al contempo nessun cambiamento tariffario è previsto per le installazioni di potenza inferiore ai 50KW. (9Colonne)
18 Mar, 2011
L’instabilità nord-africana e il disastro giapponese sono un forte invito a riflettere sul mix energetico: nello stesso momento emergono dubbi sulla promessa nucleare mentre l’energia rinnovabile mostra un potenziale inatteso. Alla conferenza "Renewable Energy Strategy for Europe", organizzata da Aper a Bruxelles, sono state presentate e messe a confronto diverse esperienze nazionali, discusse con il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani in merito alla politica industriale ed energetica di lungo termine. Gli esempi di Spagna e Germania hanno mostrato come le rinnovabili possano risolvere il "dilemma del mix di approvvigionamento" ma anche che esiste un potenziale di crescita ulteriore inatteso. Il caso Germania evidenzia due concetti: certezza delle regole e visione di lungo termine, mentre la Spagna mostra l’interessante reazione di un Paese energicamente dipendente che è riuscito a creare indipendenza e ricchezza. Per quanto riguarda l’Italia, Carlo Durante, consigliere Aper, ha dichiarato che "l’Ue non ha ancora completato il suo lavoro, per quanto ci riguarda. L’adozione della Direttiva 28/09 è un fallimento: l’Italia è e resta un Paese non in grado di raggiungere gli obiettivi né di essere fra i leader nella rivoluzione energetica. Il nostro è un ritardo non governato: ci candidiamo ad essere eternamente alla rincorsa, senza né dominare né capire le nuove tecnologie". Patrizia Toia, vicepresidente della Commissione Itre del Parlamento europeo ha invece riportato le più recenti posizioni della Commissione in conseguenza dei recenti avvenimenti e pertanto la convinzione della necessità di ripensare il mix energetico in maggior favore per le rinnovabili, mentre Antonio Tajani ha riconosciuto il ruolo crescente delle rinnovabili nel futuro mix e dichiarato la necessità di dotarle di adeguato supporto per garantirne lo sviluppo. (9Colonne)