28 Feb, 2011
NextEnergy Capital, merchant bank londinese specializzata nel business ambientale, e la società di consulenza European Consulting Group (Ecg) hanno promosso un’iniziativa ribattezzata «Sostenibile - Rete dei Comuni energicamente indipendenti» per lo sviluppo territoriale della sostenibilità energetica in Italia. Si tratta di un programma che supporta sviluppo e investimenti nelle energie da fonte rinnovabile a livello locale, favorendo la collaborazione tra investitori privati, imprese locali e pubbliche amministrazioni. Si basa su un Protocollo di Intesa che prevede la creazione, nei Comuni selezionati, di poli di generazione di energia rinnovabile a tecnologie diverse (solare fotovoltaico, solare termodinamico, biomassa a ciclo chiuso integrato), finanziati totalmente da investitori privati con la partecipazione attiva di una rete di sviluppatori locali e delle pubbliche amministrazioni. 19 Comuni italiani in tre regioni (Sicilia, Puglia e Piemonte) hanno sottoscritto il Protocollo di Intesa per il progetto «Sostenibile»: Bivona, Alessandria della Rocca, Burgio, Cammarata, Cianciana, Casteltermini, Lucca Sicula, Palazzo Adriano, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Santo Stefano Quisquina e Villafranca Sicula in provincia di Agrigento, Caltagirone e Licodia Eubea in provincia di Catania, Carlantino e Lesina in provincia di Foggia, Poggioreale in provincia di Trapani e Cumiana in provincia di Torino. Nei prossimi mesi, altri 23 Comuni prevedono di aderire all’iniziativa. Tra i 19 Comuni aderenti, inoltre, quattro Cumiana, Lesina, Caltagirone e Poggioreale sono entrati nella fase di programmazione operativa e hanno sottoscritto le convenzioni per lo sviluppo di impianti a varie tecnologie per 132 Mw complessivi di potenza. Gli investimenti per i progetti in fase di sviluppo nei primi quattro Comuni firmatari ammontano a circa 450 milioni di euro, mentre quelli complessivamente previsti dall’iniziativa sono pari a oltre 1.500 milioni e prevedono una pipeline di 500Mw di potenza da installare, di cui 320 Mw di solare fotovoltaico, 120 Mw di solare termodinamico e 60 Mw di biomassa a ciclo chiuso integrato. Gli effetti sull’occupazione degli investimenti programmati dall’iniziativa sono stimati in circa 950 nuovi posti di lavoro creati complessivamente, di cui 410 nuovi posti diretti e 540 nelle filiere sui territori. In tutto, l’iniziative prevede di produrre 1,2 milioni di MWh di energia elettrica in un anno da fonti rinnovabili, con un abbattimento di 480 mila tonnellate di CO2. L’iniziativa sarà gestita da NextPower Territorial Development joint venture tra NextEnergy Capital ed European Consulting Group controllata da NextEnergy Capital attraverso le sue sedi di Milano, Palermo e Roma ed è stata presentata a Londra nel corso di «Focus On Solar Energy: Investments and Economic Developments», summit annuale sulle prospettive del sistema italiano per le rinnovabili organizzato da NextEnergy Capital. (9Colonne)
25 Feb, 2011
La Cina non ha perso tempo. I buchi lasciati dalla diplomazia Usa nel sud del continente americano hanno concesso molto spazio al gigante cinese che si è spinto oltreoceano. La Cina ha comodamente coperto di denari l’intera regione, soprattutto per ottenere petrolio nei paesi desiderosi di rompere con il passato dominio degli Stati Uniti. Primo fra tutti il Venezuela. E ora, con un potenziale colpo di grazia, Pechino sembra aver trovato un’ alternativa al canale di Panama per far transitare il greggio. Una soluzione che coinvolge la Colombia, il più importante alleato politico e militare per Washington. Ad oggi il petrolio venezuelano non è economicamente vantaggioso per la Cina. Le grandi petroliere, infatti, incapaci di attraversare il canale di Panama sono costrette a circumnavigare l’America Latina. Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha ora dichiarato che i negoziati per la costruzione di un "canale asciutto", che colleghi la costa caraibica del paese ad un porto nel Pacifico mediante ferrovia, "sono molto avanzati". "C’è una proposta per costruire un intero sistema ferroviario che dovrebbe collegare il Venezuela con il Pacifico “, ha detto Santos in un’intervista pubblicata la scorsa settimana dal Financial Times. “Siamo ovviamente molto interessati”. I funzionari colombiani non sono inclini, a differenza del venezuelano Hugo Chávez, a fare dichiarazioni roboanti. Potrebbe essere che il presidente Santos, negoziatore esperto, stia utilizzando questi colloqui per fare pressione sul Congresso degli Stati Uniti al fine di approvare un accordo di libero scambio (FTA) con la Colombia. “Cercheremo altri mercati. Non c’è vita senza l’accordo di libero scambio “. Tra i papabili sostituti vi è la Cina che ha già preso in affitto un deposito di cinque milioni di barili nei Caraibi. Chávez, nel mese di dicembre, ha dichiarato che “tutto il petrolio di cui la Cina ha bisogno, per il resto di questo secolo, si trova sotto il suolo venezuelano”. Attualmente vengono esportati mezzo milione di barili al giorno e l’obiettivo è quello di raddoppiarne il numero in un futuro non troppo lontano. Molte società cinesi, lo scorso anno, hanno firmato accordi per il valore di 40 miliardi dollari per estrarre più di 800.000 barili al giorno della cintura dell’Orinoco in Venezuela. Un canale secco non è altro che l’ultimo passo per la Cina che potrebbe placare la sua sete di petrolio e diventare un attore importante in quello che è stato, da sempre, definito "il cortile di casa degli Stati Uniti". Con un presidente apertamente ostile al petrolio e alla "vecchia energia", gli Stati Uniti sembrano allentare la pressione nel continente. (9Colonne)
24 Feb, 2011
Il Sud-Est asiatico è ricco di abbondanti fonti di energia rinnovabile, ma i governi non stanno facendo abbastanza per sfruttarle. E’ quanto sostengono molti esperti e attivisti. Le imprese private sono disposte a investire nelle energie rinnovabili ma le politiche governative rendono difficile ridurre la dipendenza da petrolio e carbone. Le recenti eruzioni del Monte Merapi in Indonesia e del Monte Bulusan nelle Filippine hanno evidenziato la presenza di un’immensa quantità di energia geotermica che attende di essere sfruttata. Ma lo sfruttamento delle energie rinnovabili costa più che costruire una centrale elettrica a combustibile fossile. Paul Curnow, partner dello studio legale Baker & McKenzie specializzato nella politica del cambiamento climatico, ha detto che la maggior parte degli investimenti nelle rinnovabili in Asia sono finora andati a Cina e India. Nel Sud Est asiatico gli investimenti sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli riservati ai giganti cinese e indiano. Eppure la Thailandia, le cui spiagge baciate dal sole nelle isole di Phuket e Krabi sono una attrazione turistica importante, ha eccellenti prospettive nel campo dell’energia solare. La crescita delle energie rinnovabili dipende fortemente dallo sviluppo degli incentivi e dagli investitori. Rafael Senga, del gruppo ambientalista Wwf, analizza il caso delle Filippine e dell’Indonesia. Questi paesi - a cavallo della “Pacific Ring of Fire” , zona vulcanica - hanno il maggior potenziale di energia geotermica. Le Filippine, secondo paese al mondo per l’energia geotermica dopo gli Stati Uniti, sono pronte a sviluppare ulteriormente l’utilizzo di rinnovabili dopo l’approvazione da parte del Congresso della legge sul risparmio energetico nel 2008. Il quadro è diverso in Indonesia. Nonostante le riserve geotermiche, gli interessi acquisiti, le dimensioni e la complessità del mercato energetico hanno impedito a Jakarta di sfruttare questa risorsa. Senga ha aggiunto che “Il problema è che mentre loro hanno fissato un obiettivo, non hanno le giuste politiche e gli incentivi per incoraggiare gli investitori a entrare". (9Colonne)
23 Feb, 2011
Si svolgerà per la prima volta al Lingotto di Torino dal 7 al 9 aprile la sesta edizione di Energethica, mostra convegno dedicata all’energia sostenibile, alle soluzioni per il risparmio energetico e alle fonti rinnovabili. Attraverso quattro aree tematiche, Mobilità, Casa Attiva e sostenibile, Telegestione e Bioenergia, l’evento avvicinerà i cittadini al sistema della green economy, presentando le soluzioni disponibili e applicabili sul territorio, e creando occasioni di business, dialogo e ricerca. Energethica 2011 darà più spazio ad ambiente e sostenibilità. Al centro della manifestazione, la Smart City del futuro in tutti i suoi aspetti: trasporti, rifiuti, produzione di energia, comportamenti, consumi e costruzioni, che renderanno le città sempre più a impatto zero. A Torino, infatti, su una superficie di 12mila mq, saranno due le anime della fiera: formazione-informazione del pubblico sulla sostenibilità e creazione di occasioni di business tra player del settore. Da una parte, chi produce beni ed expertise in ambito energetico-ambientale (imprese ed enti di ricerca); dall’altra, chi adotta queste soluzioni nella vita quotidiana (cittadini-consumatori). Dopo il successo dell’edizione 2010 a Genova, con oltre 13mila visitatori da 20 Paesi, 355 espositori e un pubblico altamente professionale, la mostra convegno raddoppia con due tappe, a Torino e a Firenze (22-24 settembre, Fortezza da Basso). Torino è stata scelta come territorio di eccellenza, sensibile e attivo nell’efficienza e del risparmio energetico, grazie anche alla presenza di realtà universitarie e industriali all’avanguardia. Energethica 2011 è inoltre tra gli eventi di Italia 150, per le celebrazioni per l’anniversario dell’Unità. (9Colonne)
22 Feb, 2011
Piccolo terremoto nell’industria dell’energia in Africa. La compagnia anglo-olandese Shell ha deciso di vendere gran parte delle sue attività nel settore petrolifero, per ricavarne 740 milioni di euro. La società ha annunciato in un comunicato che creerà due nuove joint venture nel quadro di un accordo con il gruppo svizzero Vitol e la sede africana di Helios Investment Partners. L’annuncio arriva una settimana dopo la proposta d’acquisto da parte della Essar Energy della raffineria Stanlow, di proprietà della Shell nel Cheshire, Inghilterra nord-ovest. Shell darà vita a una joint venture per gestire i prodotti petroliferi Shell esistenti, la distribuzione e la vendita al dettaglio in 14 paesi africani, tra cui Costa d’Avorio, Egitto, Marocco, Kenya, Uganda e Madagascar. Shell cederà una quota pari all’ 80% delle attività al gigante Vitol e al fondo di investimento Helios. Una seconda joint-venture, che riguarda gli impianti di miscelazione dei lubrificanti in sette paesi, rimarrà di proprietà di Shell per il 50% mentre il restante 50 passerà a Vitol e Helios. «Le tre società focalizzeranno la loro attenzione nell’ottenere le necessarie autorizzazioni regolamentari e nel mettere a punto l’ integrazione, in vista di un graduale completamento della transazione che avverrà nel corso del 2011 e nella prima metà del 2012″, aggiunge il comunicato. La notizia arriva dopo che Shell ha registrato un raddoppio dell’utile netto lo scorso anno, frutto di un taglio dei costi, dall’aumento del prezzo del petrolio, dalla produzione in aumento e di una serie di cessioni importanti, in linea con la strategia di ristrutturazione intrapresa dal gruppo. Shell intende concentrare la produzione in un minor numero di raffinerie, più grandi e in siti più sofisticati. Nel caso africano la strategia è quella di ridurre il capitale di investimento mantenendo, comunque, la presenza del brand. (9Colonne)
21 Feb, 2011
Entro il 2015 Philips investirà 2 miliardi di euro in innovazioni verdi per un continuo miglioramento dei processi produttivi nei suoi tre settori strategici (Healthcare, Lighting e Consumer Lifestyle). L’impegno Philips nel proporre soluzioni e prodotti sostenibili ha permesso di raggiungere già un’incidenza del 38% dei «green products» sul fatturato globale (rispetto ad un’incidenza del 31% nel 2009). L’incremento è stato raggiunto grazie a un’ applicazione sempre più determinata dell’approccio EcoDesign, che permette di sviluppare prodotti a minor impatto ambientale nel ciclo di vita complessivo dei prodotti. Ad esempio, il settore Healthcare ha realizzato Philips Essential, un innovativo sistema di monitoraggio, da utilizzare durante il trasporto dei pazienti, che prevede il 48% di risparmio d’energia, il 72% in meno del peso del prodotto, il 32% in meno del peso del packaging e una batteria senza presenza di acidi. Il settore Consumer Lifestyle ha lanciato Econova, il primo televisore che ha ricevuto la classificazione A+ in occasione dell’introduzione dell’Etichetta Energetica Europea e che si è meritato il premio Eisa «Best Green TV 2010/2011». Il settore Lighting ha contribuito a circa la metà del fatturato «green» del 2010 con il lancio di soluzioni innovative come la lampadina da 12-watt EnduraLed, la prima in grado di sostituire il classico bulbo ad incandescenza da 60-watt. Per «Green products» Philips intende quei prodotti che hanno una performance di almeno il 10% superiore alla concorrenza o al prodotto precedente della propria gamma in una o più delle green focal areas: efficienza energetica, packaging, peso, sostanze pericolose, affidabilità nel tempo, riciclo a fine vita. (9Colonne)
18 Feb, 2011
“Tutti in classe A” è la nuova campagna lanciata da Legambiente che si pone l’obiettivo di promuovere l’efficienza energetica in edilizia e la diffusione di un’informazione sui temi del risparmio energetico. In occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, Legambiente ha proposto di fare dell’edilizia il settore di punta dell’innovazione nel settore energetico. Case in classe A e fonti rinnovabili, quindi, capaci di ridurre le bollette dei cittadini, di creare lavoro e di rilanciare l’economia. In collaborazione con Fluke, Legambiente ha realizzato il Rapporto “Tutti in classe A” da cui emerge un appello al Governo affinché renda più pressanti gli obiettivi per l’efficienza energetica degli edifici. Nel Dossier Legambiente sottolinea che gli edifici in cui lavoriamo e viviamo sono responsabili, in nove casi su dieci, di rilevanti dispersioni di calore e costringono quindi a usare il riscaldamento e i condizionatori, facendo diminuire il comfort e la vivibilità delle nostre case e uffici e aumentando i costi in bolletta. A dimostrarlo è l’analisi condotta da una squadra di tecnici cha ha analizzato 100 edifici tra appartamenti e uffici in 15 città italiane di cui solo 11 (tutti a Bolzano) sono stati promossi dall’Associazione. Per evidenziare i difetti e i pregi degli edifici Legambiente ha anche utilizzato immagini termografiche realizzate con un apposito macchinario in grado di evidenziare le caratteristiche termiche ed energetiche dei materiali nelle pareti esterne dell’edificio. “Con le termofoto - ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile Energia di Legambiente - vogliamo rendere evidente quanto sia importante avere case ben progettate e costruite. Le foto del dossier mostrano con efficacia proprio la differenza tra una casa di “Classe A”, ossia con uno standard di qualità energetica che certifica un bassissimo fabbisogno di energia per il riscaldamento, e quelle costruite invece senza alcuna attenzione a questi temi. Le prime garantiscono una migliore qualità della vita agli abitanti grazie al buon isolamento delle pareti, e a parità di comfort, possono ridurre sensibilmente la spesa per il riscaldamento invernale e fare a meno dei condizionatori d’estate, riducendo fino a un terzo la spesa per il riscaldamento e il raffrescamento, ossia permettendo un risparmio tra i 200 e i 500 Euro l’anno a famiglia”. È stata bocciata anche l’edilizia pubblica: 18 edifici su 19 con dispersioni incredibili. Anche per questi edifici è stata promossa la città di Bolzano, in particolare la nuova sede amministrativa provinciale con standard di edificio passivo CasaClima Gold. Questo è un importante segnale da cui emerge che gli enti locali devono anche lavorare molto in tema di efficienza energetica. Leggendo il rapporto le uniche promosse sono soltanto le Province Autonome di Trento e Bolzano, la Lombardia e il Piemonte. Con riserva, invece, la Liguria, l’Emilia Romagna e la Puglia, dove ancora il quadro normativo non è totalmente completo. Le regioni bocciate per lacune normative sono: Lazio, Umbria, Valle d’Aosta che presentano leggi regionali ancora troppo indefinite sull’efficienza energetica. Quelle bocciate per inadeguatezza normativa: Veneto, Marche, Toscana, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, Abruzzo. Dal momento che intere aree del nostro paese non presentano leggi regionali con obblighi sui rendimenti energetici degli edifici, Legambiente non è andata oltre una generica promozione della sostenibilità in edilizia. È per questo che l’Associazione propone di stabilire per i nuovi edifici e per le ristrutturazioni edilizie, oltre una certa dimensione, uno standard minimo obbligatorio di classe A su tutto il territorio nazionale. (9Colonne)
17 Feb, 2011
"Il mondo è cambiato e la rivoluzione dell’energia rinnovabile è partita con una velocità che pochi avevano previsto". E’ stato questo il filo conduttore del VII Convegno del Kyoto Club tenutosi ieri in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore dell’omonimo protocollo. La sfida lanciata dall’associazione italiana è quella del raggiungimento del 100% di energia da rinnovabili entro il 2050. Un obbiettivo possibile ma estremamente ambizioso. Negli ultimi anni il boom delle rinnovabili ha coinvolto l’intera Europa e il mondo. Come ha sottolineato il direttore scientifico del Kyoto Club, Gianni Silvestrini, "è stata una sorpresa anche per chi ci ha sempre creduto. Le rinnovabili sino a pochi anni fa erano ritenute marginali, un fiore all’occhiello per chi le sfruttava". L’evoluzione della potenza fotovoltaica ed eolica, in primis, fa ben sperare. Malgrado la crisi economica, nel 2009, Europa e Stati Uniti hanno investito più nelle rinnovabili che nell’energia nucleare e nei combustibili fossili. Antonella Battaglini, Programme director del Sefep (Smart Energy for Europe platform) di Berlino ha sottolineato come questo trend sia ancora in continua crescita. Nonostante questo, la domanda di energia in Europa non cresce e la grid parity nel fotovoltaico (quando il costo dell’energia fotovoltaica è minore o uguale al costo dell’energia dalla rete) si avvicina sempre di più. Arturo Lorenzoni, dell’Istituto di economia e politica dell’energia e dell’ambiente della Bocconi, ha spiegato come le rinnovabili non siano un problema in termini di spesa. Benché le prospettive siano positive e gli investitori non manchino è necessario però un progetto di lungo periodo e si deve comprendere quale partita l’Italia voglia giocare. La seconda parte del convegno mirava a delineare le prospettive per l’Italia e il punto di vista delle imprese. Livio de Santoli delegato per l’Energia del sindaco di Roma Alemanno, entrando nel merito del caso nazionale, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento degli enti locali e di tutti i soggetti, tra cui i singoli cittadini. L’impegno è estremamente gravoso ed è necessario un periodo di transizione che porti ad un modello di generazione distributiva. Lo stesso modello su cui si basa la città di Roma. Corrado Clini, direttore generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia del Ministero dell’Ambiente, ha ricordato che gli incentivi per le rinnovabili sono attività "a valle" e che la situazione italiana implicherebbe la necessità di maggiori investimenti nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. "Bisogna ricollocare la posizione dell’Italia in merito alle rinnovabili non solo per la salvaguardia dell’ambiente ma per rendere, al tempo stesso, il nostro paese competitivo nel mercato europeo". In generale, come sostenuto dal presidente del Kyoto Club, Catia Bastioli, l’idea fondamentale è quella di "passare da un’economia di prodotto a un’economia di sistema, che valorizzi le risorse umane". (9Colonne)
16 Feb, 2011
Dopo il successo delle passate edizioni, tornano quest’anno i “Solar Days” italiani, nell’ambito del progetto “European Solar Days”, iniziativa di comunicazione e informazione sull’ energia solare. Nelle precenti edizioni sono stati organizzati 800 eventi su tutto il territorio nazionale dedicati al tema dell’energia solare, con circa 200mila partecipanti alle iniziative. Un potente network di associazioni e media partner, inoltre, ha assicurato un forte impatto sui media locali e nazionali. Tra gli organizzatori degli eventi delle ultime tre edizioni: Comuni, Regioni, Province, aziende del settore, associazioni, studi professionali, scuole, privati cittadini. A livello europeo, la campagna ha visto la realizzazione di 7mila eventi, organizzati in 15 Paesi con il coinvolgimento di 500 mila cittadini. In Italia la campagna è coordinata da Ambiente Italia e da Legambiente che, a partire da questa edizione, entra ufficialmente a far parte del comitato organizzatore. Preziosa sarà inoltre la collaborazione dei media partner e delle associazioni del settore che hanno aderito all’iniziativa tra cui GIFI, Assolterm, Kyoto Club e Qualenergia. Aziende, enti locali, associazioni, università, istituti di formazione e cittadini potranno organizzare autonomamente il proprio evento “solare” su scala locale, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi a cui mira questa campagna. Questi alcuni esempi di iniziative ed eventi che chi aderirà all’iniziativa potrà organizzare: visite guidate presso impianti fotovoltaici e solari termici, incontri con gli esperti del settore e corsi di formazione per tecnici e/o installatori, laboratori per bambini, merende “solari”, stand informativi e a tema. Le iscrizioni alla campagna sono aperte fino al 31 marzo. La quarta edizione degli “European Solar Days” si svolgerà dall’1 al 15 maggio (9Colonne)
15 Feb, 2011
Al via l’intesa italo-serba per lo sviluppo di centrali idroelettriche sul fiume Drina. L’accordo è stato siglato venerdì 11 febbraio, tra il presidente di Seci energia, l’architetto Gaetano Maccaferri, e il direttore generale dell’ente elettrico serbo Elektroprivreda Srbije (Eps), Dragomir Markovic. Nella sede del governo serbo erano presenti il ministro dello sviluppo economico Paolo Romani e il collega serbo Petar Skundric. Già nel 2009 le due società siglarono un accordo per la realizzazione di centrali idroelettriche sul fiume Ibar. Il nuovo accordo prevede la costruzione di centrali della potenza di 321 MW nonché l’investimento, da parte della società italiana, di 819 milioni di euro. Secondo il protocollo d’intesa gli investimenti saranno per il 51% italiani e per il restante 49% serbo e saranno effettuati con il sostegno dei certificati verdi italiani. Il ministro Romani ha sottolineato l’importanza di una collaborazione fra i due paesi che aiuterà l’Italia a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea circa la produzione di energia da rinnovabili entro il 2020. La produzione, infatti, sarà per lo più volta all’esportazione. L’energia idroelettrica ricavata dalle comuni centrali verrà dirottata in Italia grazie ad un cavo sottomarino che collegherà il Montenegro al nostro paese. I lavori di interconnessione saranno eseguiti dalla società Terna, responsabile in Italia della distribuzione dell’energia elettrica. I lavori dovrebbero concludersi entro il 2014. Non sarà, però, l’unica connessione. Contemporaneamente, infatti, saranno sviluppati collegamenti elettrici tra Serbia e Montenegro e fra quest’ultimo e la Bosnia. Secondo il ministro dell’energia serbo, Petar Skundric, entro l’anno in corso dovrebbe terminare la fase di documentazione e progettazione e nel giro di quattro anni le centrali dovrebbero iniziare a lavorare a pieno ritmo. (9Colonne)