Archive for Dicembre, 2009

ERGYCAPITAL, UN ALTRO MW SOLARE IN PUGLIA

Il Gruppo ErgyCapital, investment company specializzata nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, annuncia il completamento e la piena operatività di un impianto solare fotovoltaico da circa 1 MWp a Stornarella (FG). Si tratta di un impianto a terra da circa 1 MW con moduli in film sottile micromorfo di fornitura Pramac Suisse e con inverter SMA, progettato e realizzato da Energetica Solare S.p.A., la società impiantistica del Gruppo ErgyCapital. L’impianto è di proprietà di Ergyca Green S.r.l., società anch’essa interamente controllata dal Gruppo. Nei mesi conclusivi del 2009 ErgyCapital ha messo in produzione sei impianti che, insieme all’impianto in joint-venture con Beghelli, portano il Gruppo a quota 12,6 MWp di strutture pienamente operative. Oltre a questi, il Gruppo ha al suo attivo altri 2,7 MWp in fase avanzata di realizzazione e ulteriori 9,4 MWp che hanno avviato le attività di costruzione. Nei giorni scorsi ErgyCapital aveva sottoscritto, tramite la sua controllata Ergyca Light S.r.l., un finanziamento da 4,23 milioni di euro con Centrobanca relativo a un impianto fotovoltaico situato nel comune di Lecce, in località Strusci. L’impianto, con una potenza di circa 1 MWp, sarà realizzato con moduli di silicio policristallino prodotti da Trina Solar e verrà costruito da Energetica Solare. "Con la sottoscrizione dell’ultimo finanziamento si conclude un anno che conferma la fiducia delle banche nel nostro modello di business", ha detto Luca d’Agnese, amministratore delegato di ErgyCapital. "Siamo certi che anche nel 2010 la crescita del Gruppo proseguirà a pieno ritmo, anche alla luce delle opportunità di investimento già individuate". (9Colonne)

UBISOL, 95 IMPIANTI IN DODICI MESI

95 impianti fotovoltaici in 12 mesi, un "risparmio" di CO2 in atmosfera (500 tonnellate all’incirca) che soltanto un parco di 93 ettari con 28mila alberi potrebbe conseguire: è quanto ha fatto nel 2009 la giovane azienda riminese Ubisol sul territorio provinciale, un’area ancora al penultimo posto in regione per potenza prodotta da tale fonte rinnovabile. Attiva da tre anni nel settore delle energie alternative, Ubisol, che ad ottobre ha inaugurato la nuova sede "sostenibile" alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, ha realizzato complessivamente 190 impianti di questo tipo per una potenza complessiva di 1.100 kWp ed un taglio annuo di CO2 di 1.400 tonnellate. E per il 2010 l’intenzione è quella di ampliare il ventaglio delle opzioni energetiche con l’ingresso nel comparto "eolico". Uffici, laboratori e magazzini Ubisol formano una struttura di classe A, che risparmia energia e sfrutta fotovoltaico, energia solare termica ed eolico, senza collegamento alla rete del gas e con un sistema di monitoraggio della produzione di energie alternative che funge anche da esempio di costruzione ecocompatibile per le visite didattiche che l’azienda organizza. Un impegno e una responsabilità verso la comunità che si sono concretizzati anche in iniziative quali la donazione del kit fotovoltaico per il progetto "Serra Fotovoltaica" dell’Itis Leonardo Da Vinci di Rimini e la partecipazione ad Ambiente Festival, Ecomondo e "M’illumino di meno". Ma qual è il grado reale di diffusione del fotovoltaico sul territorio nazionale? Sulla base dei dati ufficiali Gse (gestore dei servizi energetici) elaborati da Ubisol, al 2 dicembre 2009 le regioni con una maggiore potenza installata sono la Puglia (97 MW), la Lombardia (85 MW) e l’Emilia Romagna (64 MW), mentre quelle con maggior numero di impianti la Lombardia (8703), l’Emilia Romagna (5345) e il Veneto (5203). (9Colonne)

SOLON SUL TETTO PIU’ ALTO

"A fine luglio abbiamo siglato l’accordo con l’Interporto di Padova per la realizzazione di un impianto da 15 MWp che permetterà di produrre circa 17 milioni di kilowattora annui di energia pulita. I lavori sono iniziati in autunno e dureranno circa un anno, coinvolgendo 450 persone nell’intera filiera produttiva". Intervistato da "Elementi", la rivista mensile del Gse, Domenico Sartore, amministratore delegato di Solon s.p.a., illustra il progetto per la realizzazione del più grande impianto fotovoltaico al mondo su tetto. "L’iniziativa – spiega Sartore - vede l’unione di due importanti realtà con diverse competenze, esperienza e tradizione, ma legate da un comune denominatore: il Veneto, il medesimo territorio per il quale operare una scelta importante per la salvaguardia dell’ambiente e per le persone che vi operano. Tradotto in cifre, il nuovo impianto produrrà in un anno tanta energia solare quanta quella consumata da circa 5.000 famiglie. E, passando ai numeri a favore dell’ambiente, risparmierà l’emissione nell’atmosfera di ben 9 mila tonnellate l’anno di CO2, pari a quanto prodotto da circa 3.200 tonnellate di petrolio. L’impianto si estenderà su una superficie di 250 mila metri quadrati e sarà costituito da circa 67.500 moduli fotovoltaici "a km 0" prodotti nella nostra sede di Carmignano di Brenta, in provincia di Padova". (9Colonne)

L’UNIVERSITA’ DI PERUGIA INVESTE IN SERRE FOTOVOLTAICHE

"Con questa iniziativa l’Università di Perugia diventa capofila di un progetto nazionale per la produzione di energia sostenibile, a basso costo, non inquinante che utilizza una fonte rinnovabile. Tutto questo in tempi rapidissimi, nell’ordine di mesi, e a costo ‘zero’ per l’Ateneo che ‘coltiverà’ energia". Lo ha sottolineato il Rettore Francesco Bistoni nel corso della presentazione, a palazzo Murena, del progetto per le serre fotovoltaiche che verranno realizzate a Casalina, nei terreni della Fondazione per l’Istruzione Agraria. "Un settore, quello del fotovoltaico – ha aggiunto Bistoni – nel quale l’Università è impegnata nella ricerca di nuove tecnologie che potranno contribuire a migliorare l’efficienza di tali impianti". Il progetto prevede la realizzazione di una centrale fotovoltaica realizzata sui tetti di serre che, con l’intervento di privati, consentirà l’installazione e la gestione di impianti per la produzione di energia solare; inizialmente di 2 megawatt (prima fase) sino a un massimo di 6 megawatt (terza fase). "E’ importante che nel nostro territorio venga realizzato questo impianto – ha aggiunto Alfio Todini, sindaco di Marsciano – visto che si tratta di energia pulita e rinnovabile e che mantiene superfici utili per l’attività agricola". L’Università, oltre al fotovoltaico, sta lavorando a progetti nei settori delle biomasse e del biodiesel, avendo la massima attenzione, però, a non impoverire l’attività agricola. Piero Centi, della KPS Advising srl, che si è occupato della gestione economico-finanziaria del progetto, ne ha evidenziato alcune peculiarità. "Si tratta di un modello unico in Italia per dimensioni e caratteristiche tecniche che prevede un investimento inizialmente di 10 milioni di euro sino a 30 milioni di euro, quando l’interveto sarà completato". (9Colonne)

STUDENTI DI CHIOGGIA VINCONO IMPIANTO SOLARE

A un anno di distanza dalla premiazione del concorso "Kyoto anch’io - la scuola amica del clima" l’Itis "Augusto Righi" di Chioggia (Ve) ha avviato ieri l’installazione dell’impianto solare fotovoltaico, vinto dalla scuola con il miglior progetto di riqualificazione ambientale ed energetica dell’edificio scolastico. Lo scorso anno, infatti, il concorso "Kyoto anch’io - la scuola amica del clima" di Edison e Legambiente per informare su risparmio energetico e utilizzo di fonti rinnovabili, aveva selezionato tra 150 scuole elementari, medie e superiori, il progetto degli studenti di Chioggia che si sono aggiudicati in premio un impianto fotovoltaico da 10 kWp da installare all’interno della struttura scolastica. L’impianto sarà in grado di garantire l’autonomia dei consumi elettrici dell’Istituto, consentendo di rivendere al gestore della rete la sovrapproduzione nei periodi di minor utilizzo, un vantaggio che permetterà di investire il ricavato in strumentazioni didattiche. Con questo impianto, che garantisce una produzione annua di 14.576 kWh, oltre a sette tonnellate in meno di anidride carbonica emesse in ambiente, la scuola si potrà fregiare del titolo di "Scuola Amica del Clima" e rappresentare un esempio di sostenibilità locale dall’importante valenza globale. "Con il progetto ‘Kyoto anch’io’ Legambiente vuole coinvolgere i giovani nel promuovere una cultura concreta e praticabile per la sostenibilità ambientale a partire dal proprio territorio. – ha dichiarato Davide Sabbadin, del direttivo nazionale di Legambiente –. A termine del summit di Copenaghen, infatti, è importante sottolineare ancora una volta che solo assumendosi il rischio di scelte coraggiose e innovative, si possono affrontare le sfide globali, partendo dalle realtà più vicine che, ad esempio, chiamano in causa i problemi generati dalla dipendenza dalle fonti energetiche non rinnovabili. Se tra le 42.000 strutture scolastiche presenti sul territorio, almeno una piccola parte adottasse fonti di energia rinnovabile sarebbe un primo passo importante per una piccola rivoluzione energetica". (9Colonne)

A MONTALTO LA PIU’ GRANDE CENTRALE FOTOVOLTAICA IN ITALIA

SunRay Renewable Energy, uno dei principali produttori indipendenti di energia solare e SunPower Corp. produttore di celle, moduli e sistemi fotovoltaici ad alta efficienza, hanno annunciato il completamento della più grande centrale fotovoltaica italiana a Montalto di Castro (Viterbo). La centrale è già attiva e sta fornendo energia solare pulita e rinnovabile alla rete elettrica nazionale. La centrale di Montalto è stata collegata alla rete il 30 novembre scorso, con anticipo sulla data prevista. Secondo SunRay, la centrale produce energia sufficiente per 13.000 abitazioni ed evita l’emissione di 22.000 tonnellate di biossido di carbonio all’anno. La centrale di Montalto è la prima fase di un progetto di sviluppo di 85 megawatt che, stando alle previsioni, sarà completamente operativo nel 2010. La costruzione della centrale è stata ultimata in otto mesi e ha coinvolto 250 operai e 10 aziende locali

specializzate in opere civili, meccaniche ed elettriche. SunRay e SunPower hanno gestito insieme i lavori di costruzione, mentre Terna Spa si è occupata del progetto e della costruzione di una sottocentrale da 150 megawatt. È inoltre in programma un centro didattico che svolgerà un ruolo importante per avvicinare la comunità locale ed i visitatori all’energia solare ed alle altre fonti rinnovabili. La centrale di Montalto di Castro, che si estende su una superficie di 80 ettari, utilizza 78.720 moduli solari SunPower ad alta efficienza installati sulla tecnologia brevettata degli Inseguitori Solari SunPower. L’inseguitore orienta il suo movimento, durante il giorno, in base al moto di rotazione del sole, producendo il 25% di energia in più rispetto ai sistemi a inclinazione fissa, riducendo significativamente la superficie di terreno occupata. (9Colonne)

DAL GERMANIO AL SILICIO, RIVOLUZIONE NEL FOTOVOLTAICO

Trasformare un elemento fotovoltaico in un altro, per ottimizzare le sempre più rare e preziose materie prime disponibili, ma anche per snellire tempi e costi di produzione. Quello che fino a ieri era un ambizioso progetto scientifico, oggi è una realtà grazie alla rivoluzionaria tecnica messa a punto dalla Dichroic Cell in collaborazione con l’Università di Ferrara e CNR-INFM (Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia). Gli elementi alla base delle celle fotovoltaiche sono Silicio, Arseniuro di Gallio (GaAs), Fosfuro di Indio e Gallio (InGaP), ma soprattutto Germanio (Ge). Tutti rari e costosi, soprattutto il Germanio. Per aggirare questo ostacolo, la Dichroic Cell ha iniziato a sviluppare una metodologia del tutto innovativa, che mira a convertire un elemento costoso e raro come il Germanio in un altro elemento, il Silicio, più reperibile e meno dispendioso. Il procedimento si basa sull’utilizzo di un macchinario ultratecnologico, il reattore L.E.P.E.C.V.D. (Low Energy Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition), che lavora come una sorta di forno in grado di depositare il Germanio sul Silicio e di consentire appunto la ‘trasformazione’ di un elemento nell’altro. In base alle previsioni formulate, attraverso questa sofisticatissima tecnologia è possibile abbattere il costo del substrato delle celle fotovoltaiche di oltre il 60%. Una riduzione dei costi che diventa del 30% quando si prendono in esame le celle fotovoltaiche più costose, con substrato in puro Germanio. Un risparmio decisivo per l’industria dell’energia solare. Quella impiegata dal gruppo di ricercatori è una tecnologia sofisticata, il cui sfruttamento commerciale ha preso avvio in ambito aerospaziale negli anni ‘90 per applicazioni esclusivamente orientate a tale settore. La grande intuizione della Dichroic Cell e del gruppo di ricerca pubblico-privato è stata quella di trasferire dall’ambito aerospaziale a quello terrestre una metodologia altamente sofisticata e dai costi proibitivi, riuscendo a renderla applicabile ad un’economia per uso terrestre su scala industriale. Gli straordinari risultati di questa ricerca sono stati tenuti secretati fino ad oggi, e finalmente dallo scorso settembre Dichroic Cell ha iniziato a produrre e a vendere i primi Substrati Virtuali, risultato di una tecnologia che ha quindi disponibilità di materiali, costi ed efficienze per soddisfare sino al 10% del fabbisogno energetico nazionale. La tecnica, messa a punto per la prima volta in Italia, consente realmente al team di scienziati di guidare l’innovazione tecnologica del fotovoltaico nel nostro Paese e nel mondo. Attualmente, tra tutti i dispositivi fotovoltaici presenti sul mercato, le celle solari basate su composti con substrato in Germanio hanno mostrato la più alta efficienza di conversione. Celle solari multigiunzione basate su questi materiali hanno ormai raggiunto efficienze record di conversione di oltre il 39% , mentre nell’immediato futuro è prevedibile che vengano raggiunte efficienze superiori al 40%. (9Colonne)

LONDRA TROVA ENERGIA SCAVANDO

Sarà il sottosuolo la fonte di riscaldamento di nuova generazione, secondo la Environment Agency, organizzazione governativa britannica che studia l’ambiente e le fonti di energia rinnovabile. Si tratta della tecnica dei sistemi di pompaggio del calore sotterraneo, la Gshp (ground source heat pumps) che, secondo lo studio, potrebbe arrivare a soddisfare circa un terzo del fabbisogno totale di calore che entro il 2020 dovrà provenire da fonti rinnovabili. Si tratta di un sistema di condutture che sfruttano la temperatura del sottosuolo, più calda rispetto a quella in superficie. L’acqua viene riscaldata automaticamente grazie al calore sotterraneo e, attraverso il sistema di pompaggio, l’energia prodotta viene trasportata alle abitazioni, dove può sostituire o affiancarsi a un impianto solare termico. Il sistema, spiegano gli esperti, è leggermente diverso dalla geotermia il cui percorso sotterraneo è molto più profondo. Il rapporto dell’agenzia dice che nell’utilizzo di questa tecnologia la Gran Bretagna è ancora indietro rispetto ad altri paesi come la Svezia. Eppure nell’ultimo anno c’è stato un forte sviluppo che ha portato a istallare la Gshp in circa 8000 abitazioni britanniche, il doppio rispetto all’anno precedente. Nella maggior parte dei casi gli impianti si concentrano a Londra e in media riescono a coprire il fabbisogno energetico in termini di acqua calda e riscaldamento di una abitazione normale (la capacità va da 4 a 12 KWh). Entro i prossimi dieci anni, le previsioni della Environment agency stimano che si potrebbe arrivare a fornire da un minimo di 320.000 a un massimo di 1.2 milioni di case. L’agenzia per l’ambiente chiede però al governo di incentivare con più generosità questa tecnologia. "All’inizio, l’istallazione costerà un po’ di più di quella di una normale caldaia – ha detto un portavoce della Environment Agency – ma poi ci sarà un sensibile risparmio sulle bollette". (9Colonne)

VENETO, ESPANSIONE DEL BIOGAS NEL SETTORE AGRICOLO

Il dato è significativo: per il biogas le richieste di contributo presentate alla Regione Veneto, ad agosto 2009, sono state in totale 40: 13 nel 2007, 16 nel 2008 e già 11 nei primi otto mesi nel 2009. Le province con maggiori domande sono state Rovigo (11), Verona (9) e Vicenza (7). Come mai? I vantaggi della diffusione del biogas in agricoltura sono notevoli e si possono riassumere, come segnala il Settore Studi economici di Veneto Agricoltura, nella valorizzazione degli scarti organici e nella riduzione dell’effetto serra, anche attraverso la produzione ed utilizzo di energie rinnovabili. In particolare in ambito zootecnico non sono trascurabili altri vantaggi legati alla stabilizzazione e deodorizzazione dei liquami, la devitalizzazione dei semi infestanti e la riduzione della carica patogena. Ciò consente un forte miglioramento della sostenibilità degli allevamenti e in generale un’importante integrazione di reddito, sia attraverso la vendita dell’energia elettrica che grazie all’aumento dell’autonomia energetica. Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-13 sta dando perciò un forte contributo all’espansione degli impianti per la produzione di biogas tra le aziende agricole, molte delle quali stanno già sperimentando l’energia solare. La combinazione di provvidenze messe a disposizione dal PSR e le forme di incentivazioni legate ai certificati verdi stanno quindi favorendo gli investimenti delle aziende agricole in questa area. Rispetto alla potenza elettrica, quasi tutti gli impianti hanno dimensioni inferiori a 1 MW (38 impianti in Veneto); in termini di investimento da sostenere e di efficienza energetica, questa soluzione è la più appropriata per gli allevamenti e per le aziende agricole, le quali utilizzano in maggior parte biomassa di provenienza interna o con eventuali aggiunte esterne. Quali le principali fonti di biomassa? Gli impianti vengono per lo più alimentati da reflui di origine zootecnica (26), tra i quali dominano quelli di origine bovina (18), in genere integrati da prodotti agricoli vegetali (cereali), che sono utili al miglioramento del processo di fermentazione anaerobica. Diversi impianti (12) hanno come fonte esclusiva proprio i prodotti agricoli vegetali, che possono anche essere coltivati a questo fine. Un ultimo interessante dato: sono due gli impianti che si basano esclusivamente su forniture esterne. (9Colonne)

DALLA GERMANIA SISTEMI FOTOVOLTAICI LOW COST

Sebbene sia uno tra i settori più promettenti delle fonti rinnovabili, per molto tempo si è pensato al solare come a un’energia costosa. Da pochi anni le nuove tecnologie hanno inaugurato un nuovo trend che incoraggia il ricorso all’alternativa fotovoltaica non soltanto per l’ambiente ma anche per un reale risparmio economico, con moduli più efficienti, meno costosi e dalla semplice installazione. La questione assume invece dei connotati più problematici in quelle zone del mondo dove vi è un accesso limitato alle risorse energetiche. A questo hanno pensato Ashkoa e Canopus Foundation, due enti tedeschi attivi nella promozione ed il sostegno di strategie di riduzione della povertà attraverso l’uso di tecnologie sostenibili e appropriate, lanciando un concorso di progettazione a livello mondiale di sistemi fotovoltaici low cost. L’iniziativa vuole affrontare le sfide tecniche e finanziarie del contesto globale, concentrando l’attenzione proprio su quei fattori che fino ad oggi hanno condizionato l’accesso all’energia, come la tecnologia, i piccoli mercati, le tasse proibitive e le risorse finanziare ridotte. Lo scorso primo dicembre si è quindi aperta "Solar for All", una competizione che si rivolge a tutti gli operatori del settore - imprenditori, costruttori di pannelli solari e integratori di sistemi, ma anche Ong ed università – e che selezionerà le migliori tecnologie a basso costo sulla base della modularità, della scalabilità e della riproducibilità dei sistemi fotovoltaici. Ovvero quegli elementi che consentano di andare incontro alle esigenze degli utenti finali: per questo l’obiettivo dell’iniziativa è l’accessibilità per tutti, ovvero la possibilità di realizzare un impianto tecnico di produzione in un contesto difficile come il mercato off-grid dei paesi in via di sviluppo. Oltre all’innovazione tecnologica saranno esaminate anche le strategie di penetrazione del mercato, i servizi per la manutenzione e l’installazione, nonché le eventuali ricadute socio-economiche positive, come la partecipazione delle donne. Il vincitore che sarà decretato il prossimo luglio riceverà un fondo di 250.000 dollari offerti dalla Deutsche Bank Americas Foundation per la realizzazione e l’immissione sul mercato del progetto. A tre dei finalisti saranno inoltre assegnati dei premi speciali per le innovazioni nella tecnologia, nella finanza e nella commercializzazione, mentre tutti i partecipanti al concorso saranno sostenuti da un fondo di investimento complessivo di 100 milioni dollari. "Solar for All" fa parte di una iniziativa globale promossa da un consorzio di organizzazioni che puntano a migliorare notevolmente gli sforzi per portare l’energia solare a prezzi accessibili al mondo in via di sviluppo. L’obiettivo prefissato per il piano é di installare 2,5 milioni di impianti solari ogni anno nella prima fase e di coprire il fabbisogno di 60 milioni di famiglie entro il 2018. L’iniziativa prevede una strategia a tre livelli: oltre al concorso, che secondo i promotori aprirà nuove opportunità di investimento, sarà creato anche un "Fondo Solare" che fornirà capitali alle imprese commerciali e alle organizzazioni in grado di creare nuove soluzioni innovative per il mercato di massa, per l’intera catena di approvvigionamento solare fotovoltaica, in quanti tutti i passaggi, dalla progettazione fino alla distribuzione, sono fondamentali per rendere i moduli fotovoltaici più sostenibili ed accessibili. Saranno esaminati anche dei progetti di micro finanza per supportare gli utenti finali. Il terzo livello prevede invece lo sviluppo di una strategia per l’aggregazione della domanda attraverso una piattaforma collaborativa on-line, dove gli investitori e i produttori di energia solare possano interagire per condividere idee e migliori prassi. (9Colonne)