WWF: SCEGLIERE TRA NUCLEARE E RINNOVABILI
“Il rapporto dell’Enea sottolinea giustamente l’importanza e la strategicità dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per il nostro Paese, ma allo stesso tempo prova a conciliare la necessità di intensificare gli sforzi in questa direzione con il ritorno al nucleare. Purtroppo queste opzioni sono tra loro inconciliabili e concorrenti. In un momento di recessione e limitatezza di risorse economiche la scelta è, infatti, obbligata: se si decide di investire nel nucleare non si investirà nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza”. E’ il commento del Wwf al rapporto ‘Energia e Ambiente 2008′ dell’Enea presentato nei giorni scorsi a Roma. Insomma, “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”, dicono gli ambientalisti. “Un conflitto di interessi per certi versi sottolineato dalla stessa mozione recentemente proposta in Senato che contrappone il solare termodinamico al nucleare - avverte il Wwf - l’importanza data a quest’ultima isolerebbe l’Italia ponendola in controtendenza rispetto all’onda della nuova economia cavalcata anche dalla Cina, che ha appena lanciato un massiccio piano di investimenti in fonti rinnovabili, con una forte spinta all’energia solare”. L’Italia “necessita di una seria pianificazione energetica, che tenga conto delle reali esigenze del Paese e non degli interessi dei grandi produttori di energia - dice Stefano Leoni, presidente del Wwf - aspetti economici e tecnologici dovrebbero spingere il nostro Paese a puntare con coraggio su rinnovabili ed efficienza, ponendo in essere quella nuova rivoluzione industriale che alcuni Paesi, come Germania e Spagna, hanno da tempo avviato”. Continuando a investire “su energie del passato come il nucleare, che non hanno risolto nessuno dei loro problemi - avverte Stefano Leoni, presidente del Wwf- finiremo invece per esserne totalmente tagliati fuori, con gravi conseguenze non solo per l’ambiente ma anche per il rilancio della nostra economia”. Lo sviluppo delle fonti di energie rinnovabili diffuse “rappresenta per l’Italia una garanzia di autonomia ma anche di democrazia aggiunge - perché consente ai privati di non sottostare ai condizionamenti dei grandi produttori”. L’Italia, a giudizio dell’associazione, deve quindi “decidere ora” su quale modello energetico basare il proprio futuro: “quello centralizzato, basato su grandi impianti a combustibili fossili e nucleare”, fonti “poco pulite, destinate ad esaurirsi, a costi sempre crescenti anche in termini di sicurezza” e che “non risolvono il problema del cambiamento climatico”, oppure “quello distribuito, incentrato sull’efficienza energetica, le fonti di energia rinnovabili e le smart grid”, cioè “tecnologie pulite, sempre più competitive, che rappresentano la svolta sostenibile necessaria per rilanciare l’economia, creare occupazione e affrontare la sfida dei cambiamenti climatici”. Una decisione da prendere “anche in vista del nuovo accordo globale sul clima che dovrà essere definito a Copenhagen a dicembre”. (9Colonne)

