Archive for Luglio, 2009

WWF: SCEGLIERE TRA NUCLEARE E RINNOVABILI

“Il rapporto dell’Enea sottolinea giustamente l’importanza e la strategicità dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per il nostro Paese, ma allo stesso tempo prova a conciliare la necessità di intensificare gli sforzi in questa direzione con il ritorno al nucleare. Purtroppo queste opzioni sono tra loro inconciliabili e concorrenti. In un momento di recessione e limitatezza di risorse economiche la scelta è, infatti, obbligata: se si decide di investire nel nucleare non si investirà nelle fonti rinnovabili e nell’efficienza”. E’ il commento del Wwf al rapporto ‘Energia e Ambiente 2008′ dell’Enea presentato nei giorni scorsi a Roma. Insomma, “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”, dicono gli ambientalisti. “Un conflitto di interessi per certi versi sottolineato dalla stessa mozione recentemente proposta in Senato che contrappone il solare termodinamico al nucleare - avverte il Wwf - l’importanza data a quest’ultima isolerebbe l’Italia ponendola in controtendenza rispetto all’onda della nuova economia cavalcata anche dalla Cina, che ha appena lanciato un massiccio piano di investimenti in fonti rinnovabili, con una forte spinta all’energia solare”. L’Italia “necessita di una seria pianificazione energetica, che tenga conto delle reali esigenze del Paese e non degli interessi dei grandi produttori di energia - dice Stefano Leoni, presidente del Wwf - aspetti economici e tecnologici dovrebbero spingere il nostro Paese a puntare con coraggio su rinnovabili ed efficienza, ponendo in essere quella nuova rivoluzione industriale che alcuni Paesi, come Germania e Spagna, hanno da tempo avviato”. Continuando a investire “su energie del passato come il nucleare, che non hanno risolto nessuno dei loro problemi - avverte Stefano Leoni, presidente del Wwf- finiremo invece per esserne totalmente tagliati fuori, con gravi conseguenze non solo per l’ambiente ma anche per il rilancio della nostra economia”. Lo sviluppo delle fonti di energie rinnovabili diffuse “rappresenta per l’Italia una garanzia di autonomia ma anche di democrazia – aggiunge - perché consente ai privati di non sottostare ai condizionamenti dei grandi produttori”. L’Italia, a giudizio dell’associazione, deve quindi “decidere ora” su quale modello energetico basare il proprio futuro: “quello centralizzato, basato su grandi impianti a combustibili fossili e nucleare”, fonti “poco pulite, destinate ad esaurirsi, a costi sempre crescenti anche in termini di sicurezza” e che “non risolvono il problema del cambiamento climatico”, oppure “quello distribuito, incentrato sull’efficienza energetica, le fonti di energia rinnovabili e le smart grid”, cioè “tecnologie pulite, sempre più competitive, che rappresentano la svolta sostenibile necessaria per rilanciare l’economia, creare occupazione e affrontare la sfida dei cambiamenti climatici”. Una decisione da prendere “anche in vista del nuovo accordo globale sul clima che dovrà essere definito a Copenhagen a dicembre”. (9Colonne)

IDV: ITALIA NON PUO’ RINUNCIARE A SOLARE TERMODINAMICO

“Si è capovolto il mondo: mentre il Governo condivide l’idea di potenziare gli investimenti per l’energia solare mediante ciclo termodinamico (l’8 luglio scorso ha accolto un odg dell’Idv su tale argomento) la maggioranza va in direzione nettamente opposta”. Così il senatore dell’Italia dei Valori, Luigi Li Gotti commenta l’andamento della discussione in Aula sulle mozioni riguardanti l’energia solare. “Nella risoluzione presentata dal relatore di maggioranza, il presidente della Commissione Ambiente D’Alì, infatti è previsto che tutti i fondi, anche quelli per il solare termodinamico, siano invece destinati agli altri tipi di energia alternativa (fotovoltaico, eolico, biomasse e sfruttamento del mare). E’ un paradosso - continua Li Gotti - soprattutto considerando che la tecnologia del solare termodinamico, apprezzata in tutto il mondo, è frutto della ricerca italiana, di un progetto Enea guidato dal Premio Nobel Carlo Rubbia”. “L’orientamento del senatore D’Alì è ancora più strano pensando che la stessa Germania, appena una settimana fa, proprio qui in Senato nella sala del Refettorio di San Macuto ha presentato un progetto di cui è capofila per lo sviluppo del solare termodinamico in Algeria, Marocco e Tunisia. Insomma - sottolinea Li Gotti - vengono a proporre il progetto di ricerca sul termodinamico a noi che lo abbiamo creato e che la maggioranza vuole rinnegare!”. Per il senatore Idv, visto che si tratta di una tecnologia che prevede notevoli abbattimenti di costi e per il quale sono già impegnati con successo i nostri tecnici e le nostre imprese in tutto il mondo, “l’Italia non può rinunciare a questa sfida. Per questo - conclude Li Gotti - ci auguriamo che l’aula di Palazzo Madama accolga le nostre critiche e restituisca alla ricerca nel solare termodinamico i fondi che qualcuno della maggioranza le vuole scippare”. (9Colonne)

LE RINNOVABILI AGRICOLE TRIPLICHERANNO IN 10 ANNI

"Se la sfida dell’energia si può vincere solo investendo sull’innovazione tecnologica, ben venga l’invasione della campagna in città in risposta a quella delle città che hanno cementificato i terreni agricoli". E’ quanto rileva la Coldiretti in riferimento alla proposta lanciata dall’Enea nel "Rapporto energia e ambiente" di realizzare una "vertical farm" per Milano nella sede dell’Expo 20015, cioè una struttura di 30 piani, ciascuno dei quali occupato da una serra per prodotti agricoli che possono soddisfare la domanda di 40.000 consumatori, utilizzando energia rinnovabile, non producendo rifiuti waste, azzerando le emissioni ed evitando che i prodotti abbiano un elevato contenuto di energia come quello collegato al trasporto dalla campagna alla città. "Ma se questo è un esempio estremo di razionalizzazione e di risparmio di energia – prosegue la Coldiretti – è indubbio che la produzione di energia rinnovabile proveniente dall’agricoltura italiana è destinata a triplicare nei prossimi dieci anni con circa centomila posti di lavoro disponibili. Lo sviluppo delle energie rinnovabili prodotte nelle campagne italiane raggiungerà nel 2020 - sottolinea la Coldiretti - una percentuale dell’8 per cento del totale, rispetto all’attuale 2 per cento, per un totale di 15,5 milioni di tonnellate petrolio equivalente (Mtep) prodotte. Con oltre il 70 per cento il maggiore contributo viene dalle biomasse combustibili provenienti dal legno, dalle colture erbacee, dai residui agroalimentari e dai reflui degIi allevamenti, ma non trascurabile è il contributo dei carburanti con il 20 per cento, mentre il restante 10 per cento è ottenuto - precisa la Coldiretti - attraverso energia solare, eolica ed idroelettrica. Per il nostro Paese è particolarmente importante la produzione di energia da biomasse di origine agricola, ottenute nell’ambito di filiere corte, che risponde a criteri di sostenibilità ambientale perché - conclude la Coldiretti - garantisce la riduzione delle emissioni da trasporto che caratterizzano i grandi impianti alimentati con biomassa importata e ottenuta in modo non sostenibile (deforestazione, sostituzione di coltivazioni a fini alimentari, ecc.)". (9Colonne)

FIERAMILANO, FOTOVOLTAICO DA GUINNESS

Il quartiere espositivo di Fieramilano, a Rho-Pero (Milano) ospiterà il più grande impianto fotovoltaico su tetto al mondo. È prevista, infatti, entro fine estate 2010 la realizzazione di un’installazione che occuperà 270mila metri quadrati di superficie sopra i padiglioni di Fieramilano con una potenza di circa 18 MW, in grado di produrre una quantità di energia (secondo le stime circa 18/20 milioni di KWh/anno) corrispondente al fabbisogno di una cittadina di 20 mila abitanti. L’impianto sarà realizzato da un "general conctractor", che sarà selezionato al termine di una gara partita a fine giugno. Sarà Sviluppo Sistema Fiera Spa, società di engineering e contracting controllata da Fondazione Fiera Milano, a selezionare i concorrenti che riterrà idonei alla partecipazione alla successiva fase della procedura, ovvero quella che prevede la locazione, per un periodo di 20 anni, delle coperture dei padiglioni fieristici del quartiere espositivo di Fieramilano a Rho-Pero, al fine di realizzare l’impianto. Alla scadenza del contratto di locazione il bando prevede che l’impianto alimentato dall’energia solare verrà mantenuto in proprietà del locatore. La locazione riguarda le coperture dei padiglioni fieristici localizzati all’interno del quartiere espositivo di Fieramilano a Rho-Pero e pertanto le attività ad essa connesse non dovranno arrecare danno al regolare svolgimento dell’attività fieristica. Il canone minimo annuo di locazione sarà pari 450mila di euro. Sono ammessi alla gara imprese singole o riunite (o da riunirsi) in associazione temporanea di imprese o consorzi costituite da massimo cinque imprese, che nei 5 anni antecedenti l’emissione del bando abbiano progettato e realizzato, o abbiano in corso di realizzazione, uno o più impianti fotovoltaici, per una potenza totale complessiva installata non inferiore a 5 MWp, nonché aver progettato e realizzato, o in corso di realizzazione, almeno un impianto fotovoltaico con potenza installata non inferiore a 1 MW. Requisiti che potranno essere posseduti direttamente dal candidato ovvero da uno o più operatori economici incaricati dal candidato di realizzare l’impianto fotovoltaico. La prima fase della gara, bandita lo scorso 22 giugno, si è conclusa il 2 luglio con la presentazione di sette candidature. L’iter di gara prevede l’invito dei concorrenti selezionati alla procedura negoziata privata da parte di Sviluppo Sistema Fiera e, a seguire, la presentazione delle offerte, l’aggiudicazione e l’inizio dei lavori, previsto per il mese di settembre 2009. Con la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, si stima un risparmio di emissioni di CO2 di 0,35 chilogrammi ogni kWh prodotto, quindi, nel complesso, più di cinque tonnellate di CO2/anno. (9Colonne)

FOTOVOLTAICO, LA CINA ACCELERA

L’energia solare si sviluppa in modo esponenziale un po’ ovunque. Per monitorare la sua continua crescita l’EPIA, l’associazione dell’industria fotovoltaica europea, ha annunciato pochi giorni fa a Bruxelles la creazione dell’Osservatorio Fotovoltaico che raccoglierà i dati dei 27 Paesi dell’Unione Europea. Lo studio consentirà di proporre soluzioni a eventuali problematiche correlate con le diverse realtà nazionali: alcune indicazioni verranno messe a disposizione del grande pubblico, mentre altre saranno riservate ad amministrazioni, installatori, imprenditori. L’Osservatorio sarà operativo dal 2010 e pubblicherà, a cadenza regolare, una serie di rapporti relativi all’andamento del settore. Fuori Europa, uno dei Paesi che investe di più sul fotovoltaico è la Cina. La National Energy Administration cinese punta infatti a installare due GW entro il 2011, circa 15 volte in più rispetto alla capacità di 140 MW di fine 2008. Secondo il quotidiano China Daily, l’autorità nazionale cinese per l’energia intende sovvenzionare il piano con incentivi e sussidi. Entro il 2020 l’obiettivo del colosso cinese è arrivare a ben 20 GW di potenza installata di impianti fotovoltaici.

Se la Cina investe sul fotovoltaico, gli Stati Uniti non stanno certo a guardare. Come è noto, dopo l’elezione di Barack Obama la superpotenza americana ha iniziato ad attuare una vera e propria “rivoluzione verde”. E anche gli Stati di diverso orientamento politico rispetto al presidente investono sempre di più sulle energie rinnovabili. In California, ad esempio, il governatore Schwarzenegger ha varato un programma che impone alle società elettriche, entro il 2010, di produrre il 20% di elettricità da fonti rinnovabili. Una percentuale che, nel 2020, dovrebbe salire fino al 33.

Gli scenari di sviluppo dell’energia solare saranno tra i temi trattati nell’ambito dell’intensa e qualificata attività congressuale della prossima edizione di PV Rome Mediterranean, che si rivelerà un’interessante opportunità di aggiornamento professionale per gli operatori del settore. PV Rome Mediterranean 2009 si terrà nell’ambito di ZeroEmission Rome, l’evento internazionale che in autunno sarà dedicato alle energie rinnovabili, alla sostenibilità ambientale, alla lotta ai cambiamenti climatici e all’emission trading. (9Colonne)

PRAMAC INAUGURA STABILIMENTO IN SVIZZERA

Pramac S.p.A., attiva nella produzione e commercializzazione a livello mondiale di gruppi elettrogeni per la generazione di energia elettrica, macchinari per la movimentazione logistica interna, moduli e altri componenti per impianti fotovoltaici, comunica che oggi è stato inaugurato lo stabilimento svizzero di Riazzino della propria controllata al 100% Pramac Swiss S.A., dando ufficialmente il via alla produzione e distribuzione sul mercato dei propri moduli fotovoltaici, di ultimissima generazione, a "film sottile", denominati "Pramac Luce Micromorph". Lo stabilimento di Pramac Swiss, ha richiesto un investimento di circa 80 milioni di euro, e prevede di raggiungere una produzione per l’anno 2009 pari ad un fatturato di circa 18 milioni di euro. La produzione giornaliera dello stabilimento a regime sarà pari a 660 pannelli fotovoltaici al giorno per una potenza annua complessiva pari a 30 MW. L’intera fase di integrazione del processo produttivo dello stabilimento è stata effettuata in collaborazione con il partner del gruppo Pramac, Oerlikon Solar AG, società svizzera con sede a Trübbach attiva nella fornitura, a livello mondiale, di soluzioni per la produzione di moduli fotovoltaici a film sottile di silicio, che ha fornito l’intera linea produttiva con la formula "chiavi in mano". All’inizio del mese di maggio 2009, inoltre, i moduli fotovoltaici Micromorph di Oerlikon Solar hanno ottenuto da parte dell’Ente certificatore Tüv Rheinland le certificazioni IEC 61646 (Module performance test) e IEC 61730 (Module safety test). Inoltre lo stesso Ente, lo scorso 15 luglio, ha eseguito la visita ispettiva per l’effettuazione dell’Initial Factory Ispection presso lo stabilimento Pramac Swiss. Tale ispezione è risultata positiva senza alcuna eccezione, certificando una potenza produttiva pari a 115W per modulo, posizionando così i moduli Pramac LUCE Micromorph, come quelli con la più alta potenza produttiva certificata rispetto ai propri competitors. Lo stabilimento di Riazzino, guidato da Cristian Cavazzuti, direttore di Pramac Swiss S.A., si estende su una superficie totale di 35’000 m², di cui oltre 20’000 m² destinati all’area produttiva e si avvale oggi di 125 dipendenti che, a regime, saranno oltre 150. L’impianto, uno dei più moderni nel settore dei moduli fotovoltaici, è caratterizzato da un elevato livello di automazione e da un processo produttivo tecnologicamente avanzato, che garantiscono la massima efficienza e la realizzazione di un prodotto estremamente sofisticato. Inoltre, l’intera linea di produzione rispetta i più elevati standard in termini di risparmio energetico e tutela ambientale.

La tecnologia "Micromorph", è assolutamente innovativa. Questi particolari pannelli sono, infatti, formati da una pellicola a base di silicio, creata grazie a una deposizione al plasma – "pecvd" – di silano e altri dopanti su una lastra di vetro ad alta trasmittanza. Tale lastra, una volta "colpita" dai raggi solari, produce energia pulita con il vantaggio di sfruttare l’energia solare ad un prezzo inferiore rispetto alle tradizionali celle al silicio. Questa nuova tecnologia permette, inoltre, di avere un prodotto a costi inferiori e contemporaneamente un rendimento maggiore: i moduli a "film sottile" producono infatti fino al 15% in più di energia su base annua rispetto ai pannelli tradizionali. I moduli "Pramac Luce Micromorph", grazie al vetro privo di cornice, sono in grado di offrire anche un design raffinato; sono integrabili dal punto di vista architettonico oltre che essere eco-compatibili. I moduli Pramac producono una potenza che varia da 105 a 125 WP e le loro dimensioni sono pari a 1.100 x 1.300 mm, corrispondenti ad un peso di 26 kg. (9Colonne)

UE, 268 MILIONI PER LA RICERCA VERDE

La Commissione Europea e oltre 800 rappresentanti delle imprese e della ricerca in Europa hanno annunciato che saranno stanziati 268 milioni di euro per progetti di ricerca in tre settori del mercato importanti per favorire la ripresa economica, renderla più sostenibile e basata sulle conoscenze scientifiche e contribuire a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra dell’UE e del mondo. Il primo settore sono le "Fabbriche del futuro", per promuovere la competitività delle imprese europee a livello mondiale, in particolare le piccole e medie imprese, migliorando le loro conoscenze e l’uso delle tecnologie del futuro. Un secondo capitolo riguarda l’"Efficienza energetica degli edifici" per promuovere le tecnologie eco-compatibili e lo sviluppo di sistemi e materiali efficienti dal punto di vista energetico, riducendo il consumo energetico degli edifici europei, responsabili anche di un terzo delle emissioni di CO2 dell’UE. Anche in questo caso hanno un ruolo centrale le energie rinnovabili e l’energia solare in particolare. Il terzo settore di intervento sono le "Auto verdi", per lo sviluppo di nuove forme sostenibili di trasporto stradale. L’iniziativa rientra nell’ambito del Piano Europeo di ripresa economica che prevede uno stanziamento complessivo di 3,2 miliardi di euro per la ricerca nel periodo 2010-2013 tramite i tre partenariati pubblico privato (Public Private Partnership - PPP), finanziati in parti uguali dalle imprese e dalla Commissione (tramite il Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo), mirati a far convergere gli interessi pubblici e quelli delle imprese. Il primo invito per la presentazione delle proposte sarà lanciato ufficialmente il 30 luglio e i progetti dovrebbero partire entro la metà del 2010. (9Colonne)

ECCO IL PIANO SOLARE PER IL MEDITERRANEO

Nel corso del convegno sul solare termodinamico organizzato a Roma dal Kyoto Club, Roverto Vigotti, Senior Advisor OME, ha illustrato il Piano Solare per il Mediterraneo. Tra i sei progetti che sono stati lanciati sotto l’egida dell’Unione per il Mediterraneo (UpM), il Piano Solare Mediterraneo rappresenta attualmente il progetto più concreto. Nell’affrontare le sfide dell’energia e del clima della regione del Mediterraneo, il Piano mira a sviluppare le energie rinnovabili e a rafforzare le interconnessioni della rete elettrica insieme con l’istituzione di misure di efficienza energetica e trasferimento tecnologico. Permetterà di integrare le esistenti Euromed policies, nel campo delle energie rinnovabili e delle infrastrutture per la rete elettrica. Il Piano Solare per il Mediterraneo (MSP) mira ad incrementare l`utilizzo dell`energia solare attraverso lo sviluppo dell’energia fotovoltaica (PV) e dell’energia solare a concentrazione (CSP) così come altre tecnologie rinnovabili disponibili e già mature per la generazione di elettricità. L’obiettivo finale della proposta è lo sviluppo, entro il 2020, di 20 GW di nuova capacità di generazione installata nel solare e altre energie rinnovabili nei Paesi dell’area del Mediterraneo. Tutti i progetti dell’MSP vengono sviluppati con lo scopo di soddisfare la domanda di energia locale ed europea. Lo sviluppo delle interconnessioni elettriche trasfrontaliere è un altro degli obiettivi del piano. Le interconnessioni elettriche tra le due sponde del Mediterraneo consentiranno di esportare in Europa parte dell’elettricità "rinnovabile" prodotta nel Sud. Questo è sicuramente un fattore determinante per la fattibilità economica e finanziaria di tali progetti. Tuttavia, per raggiungere questo obiettivo di "sharing" di elettricità "verde", non solo sarà necessario costruire le interconnessioni tra il Nord e il Sud della regione, ma sarà importante anche il completamento dell’intero loop Mediterraneo e la definizione di un quadro giuridico preciso per facilitare il commercio di tale energia. Il progetto di un anello elettrico Mediterraneo è promosso anche dall’Unione Europea che, come ha dichiarato ultimamente la Commissione ("Second Strategic Energy Review"), ha rinnovato il suo sostegno esprimendo l’auspicio di una cooperazione più stretta per la realizzazione delle opere più importanti e di più immediato interesse. Le piccole e medie imprese avranno un ruolo importante, ma soprattutto grandi opportunità da cogliere. (9Colonne)

LONDRA: NUCLEARE CONTRO RINNOVABILI

Rinnovabili o nucleare? Se la scelta sulla fonte energetica da "favorire" con finanziamenti e progetti non è netta si rischia di danneggiare entrambe. E’ quanto pensano analisti e imprese del settore in Gran Bretagna. Si avvia quindi una battaglia all’ultimo finanziamento che oggi coinvolge nel Regno Unito anche società straniere che sono tra i maggiori fornitori energetici del paese: E.On ed Edf - in particolare - hanno chiesto al governo Brown una presa di posizione netta a favore del nucleare o delle rinnovabili. Se le aziende si limitano a chiedere lumi sul percorso, le organizzazioni industriali sono invece molto più esplicite: gli investimenti del governo, secondo loro, devono muoversi in una sola direzione, e quella più vantaggiosa è il nucleare. E’ la Cbi, la confederazione industriale britannica, a rompere gli indugi sostenendo che gli investimenti nel settore delle rinnovabili devono diminuire per non compromettere lo sviluppo del nucleare. La confederazione prevede che, in caso contrario, i prezzi delle utenze siano destinati ad aumentare notevolmente nei prossimi mesi sia per le famiglie che per le industrie. Secondo un rapporto della stessa Cbi, i prossimi 12 o 15 mesi saranno cruciali. La richiesta è che si aumentino di 15 miliardi di sterline i contributi per le nuove centrali e di 7 miliardi quelli per lo sviluppo della ccs, tagliando nel contempo le spese per i progetti legati al gas (meno 11 miliardi) e all’eolico (12 miliardi). Il report sostiene che in questo modo si produrrebbe "una maggiore quantità di elettricità a basso tasso inquinante e con un investimento minore": le emissioni inquinanti si ridurrebbero dell’83% rispetto al 64% che si otterrebbe con gli attuali piani del governo. E.On ed Edf hanno interessi diversi ma entrambe confidano in una chiara scelta di campo del governo britannico in favore del nucleare. Essenziale, fanno sapere, è che Londra fornisca incentivi maggiori a chi investe nel settore. Secondo il Guardian, per entrambe l’obiettivo del 10% del fabbisogno coperto dall’energia solare e dalle altre rinnovabili entro il 2010 non solo non è realistico ma è anche dannoso. D’altra parte, ricorda il Guardian, la sola Edf sta progettando la costruzione di quattro reattori in Gran Bretagna, ognuno del valore di 4 miliardi di sterline. Quello sulle rinnovabili, non è insomma un parere disinteressato. (9Colonne)

DA AFRICA E MEDIO ORIENTE ENERGIA SOLARE PER L’EUROPA

Il 15% del fabbisogno europeo di energia elettrica, attraverso la realizzazione di un’ampia rete di impianti ad energia solare in Medio Oriente e Nord Africa. E’ lo scopo del progetto ‘Desertec’, oggetto del memorandum d’intesa firmato ieri a Monaco da E.On insieme ad altre 11 società (Abb, Abengoa Solar, Cevital, Deutsche Bank, Hsh NordBank, Man Solar Millennium, Munich Re, M+W Zander, Rwe, Schott Solar, Siemens). Obiettivo dell’accordo per lo sviluppo dell’iniziativa Desertec (Dii-Desertec industrial initiative) è “sviluppare gli aspetti tecnici, economici, politici, sociali ed ecologici del progetto”. Prevista, inoltre, entro il 31 ottobre prossimo, la costituzione di una società responsabile per l’iniziativa, che includa anche altre aziende e azionisti di diversa nazionalità. “E.On è convinta che il futuro sia dell’energia solare, nel lungo periodo - dice Herve Touati, direttore esecutivo di E.On Climate & Renewables - condividiamo con Desertec la stessa visione, quella di sfruttare l’energia del Sole su grande scala per fornire energia all’Europa e ai paesi africani. Sosteniamo l’iniziativa con l’intenzione di vedere questa grande idea possibile”. Ma, a parte questo, conclude Touati, “E.On sta costantemente espandendo il suo coinvolgimento nell’energia solare, specialmente nel settore degli impianti a solare termico”. Sullo sviluppo del solare termodinamico in Italia, sulle criticità di questi grandi progetti e sul possibile coinvolgimento dell’industria nazionale, domani, giovedì 16 luglio, si terrà a Roma un convegno organizzato dal Kyoto Club. (9Colonne)